La manifestazione
Camere di commercio Il Tar: stop alla fusione
Sarà la Corte Costituzionale a decidere se procedere o meno con la riforma: per ora nessun accorpamento
lucca. Il Tar del Lazio ha dato ragione alla Camera di Commercio di Massa-Carrara: la legge sull’accorpamento è a vizio di incostituzionalità. Insomma, la fusione a tre con Lucca e Pisa (la sede principale baricentrica sarebbe stata a Viareggio) al momento almeno non s’ha da fare. «Questa riforma – analizza Dino Sodini, presidente dell’Ente Camerale apuano – è nata e fatta male perché non tiene conto delle specificità dei singoli territorio. Spingerebbe la nostra provincia, che di problemi ne ha già molti, verso una desertificazione economica ed amministrativa. Eravamo convinti delle buone fondamenta del nostro ricorso. E non siamo più soli in questo percorso: gli enti camerali che hanno tentato questa strada sono sei ma i contrari alla riforma sono almeno una ventina, un terzo delle camere di commercio italiane. Il nostro merito è stato quello di averci creduto subito e di non aver avuto paura di alzare la palla. Non stiamo lottando per noi stessi ma per l’autonomia delle imprese e della nostra provincia». Impossibile, al momento, quantificare i tempi per il pronunciamento della Corte Costituzionale. Potrebbe volerci anche un anno o più. – spiega - Questa è una riforma che non piace a nessuno, nemmeno alla politica che l’ha voluta. Ho personalmente sempre pensato che le aree periferiche, come la nostra, debbano essere potenziate e non destrutturate. Sia ben inteso: non si deve sempre accorpare. A volte si fanno ancora più danni. Il nostro accorpamento darebbe seguito a questa tesi. Indebolirebbe il territorio ed il suo tessuto di imprese. La sospensiva del Tar, con il rinvio alla Corte, ci consente di andare avanti con questo assetto e di guardare con più ottimismo al futuro». Un’accelerazione, in questo senso, potrebbe arrivare dalla politica: «Può metterci le mani e modificare la legge – spiega – e questa volontà è trasversale. In questi mesi abbiamo trovato, sul nostro percorso iniziato in solitaria, tanta coesione e vicinanza da parte dei parlamentari, sindaci, consiglieri. Si apre una nuova stagione. A questa provincia serve la Camera di Commercio autonoma e non accorpata». Il ricorso era stato presentato contro Presidenza del Consiglio e Ministero dello Sviluppo Economico, oltre che nei confronti degli enti camerali di Pisa e Lucca, e il commissario ad Acta che avrebbe dovuto favorire la nascita della “Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest”. La Camera di Commercio era assistita dall’avvocato Domenico Iaria. Con sentenze analoghe, il Tar del Lazio aveva già deciso di rinviare alla Consulta la questione di legittimità della fusione, deliberando su ricorsi gemelli di altre Camere di Commercio. —
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