Il Tirreno

Lucca

 

Insegnante di 58 anni ucciso da un malore

Melania Carnevali
Insegnante di 58 anni ucciso da un malore

Piermario Casetta era docente di italiano alla scuola media Carducci: si è sentito male in un bosco a Mulina di Stazzema

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LUCCA. A trovarlo è stato un compaesano. Stava tornando a casa, nel bosco di Mulina di Stazzema, quando lo ha visto a terra, pancia in giù. Non si muoveva. Non rispondeva alle domande. Piermario Casetta – 58 anni, insegnante della scuola media Carducci di Lucca – era già morto. «Probabilmente da un paio di ore», fanno sapere i soccorritori. E per un malore, questo invece è certo: sul corpo non aveva segni o traumi da far pensare a una caduta accidentale o ad altro.

Nato a Viareggio nel 1961, ma residente a Lucca, dove insegnava italiano ai bimbi delle scuole medie Carducci (dell’istituto comprensivo Lucca Centro storico), Piermario Casetta, a Mulina di Stazzema, aveva un terreno boschivo e in quel terreno aveva un piccolo casolare da cui passava spesso nei giorni liberi.

Erano circa le 17.30 quando, secondo una prima ricostruzione, stava tornando all’auto parcheggiata lungo la strada del borgo. Nel tragitto, non molto distante dalle case, si è accasciato a terra, in mezzo alle piante, e non si è più rialzato. Il compaesano lo troverà solo due ore dopo. Alle 19.30. Stava tornando a casa per la cena quando lo ha trovato a terra, senza vita. Ha provato a svegliarlo, poi ha chiamato il 118.

Sul posto è intervenuta a sirene spiegate un’ambulanza della Pubblica assistenza di Pontestazzemese. Sono intervenuti anche i carabinieri, per i rilievi di routine.

I soccorritori hanno provato e riprovato a rianimarlo, ma è stato tutto inutile. L’insegnante se ne era già andato nel silenzio della montagna. L’ambulanza, partita in codice rosso, è tornata alla base in codice nero.

Da anni Casetta era docente dell’istituto comprensivo di Lucca. Insegnava lettere ai bimbi delle medie ed era molto attivo nell’iniziativa degli orti scolastici. «Si era impegnato molto per attivare un percorso per i bimbi disabili, credeva molto nell’approccio educativo degli orti, del contatto con la natura», lo ricorda un collega che aggiunge: «Era davvero un uomo molto gentile, molto apprezzato dai ragazzi. Era sicuramente l’insegnante di riferimento di molti alunni».

Lunedì sarebbe dovuto rientrare in classe. E invece qualcuno dovrà spiegare ai suoi alunni che il loro prof. se ne è andato a insegnare agli angeli. 
 

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