Il dolore
Ex Valserchio Visita guidata al cantiere
CASTELNUOVO. Tredici milioni di euro di investimento, 12mila metri quadrati di area, 57 appartamenti, 21 spazi commerciali, 15 uffici direzionali, un centro commerciale, un ristorante, 20 posti auto pubblici a sosta breve, 50 posti auto a gestione mista comune-proprietà, 200 posti auto privati e 3 nuove piazze pubbliche: questi alcuni dei numeri di Fabbrica-Abitare Castelnuovo ossia il progetto dell’imprenditore Pietro Paolo Tognetti sull’area ex Valserchio.
Ieri ci sono state la presentazione e l’apertura guidata al cantiere che, dopo 10 anni di abbandono, torna finalmente a vivere. Ottobre 2020 o aprile 2021 le prime ipotesi di completamento dei lavori. Un’operazione immobiliare e urbanistica che è destinata a cambiare il volto di Castelnuovo. «Quando ho visitato il cantiere 5 anni fa, mi venne angoscia – ha detto il sindaco Andrea Tagliasacchi – mi dissi che da sindaco avrei potuto fare tante cose, ma senza sistemare quell’area non avrei fatto niente. E oggi sono orgoglioso di consegnare alla cittadinanza la rinascita del cantiere. Siamo ripartiti nel dopo guerra quando Castelnuovo era distrutta per l’80%, con le dovute proporzioni anche oggi è un giorno di ricostruzione. Fabbrica sarà un moltiplicatore di opportunità per Castelnuovo. Starà a noi coinvolgere tutti in questa idea di futuro per Castelnuovo a partire dalle categorie commerciali. Devo ringraziare Tognetti che ci permette di parlare in questo modo».
«Quello che stiamo completando è un “pezzo” di Castelnuovo” – ha aggiunto Pietro Tognetti presidente di General Srl e patron di Ipersoap – sono innamorato di questo paese e sono convinto che Fabbrica potrà dare un contributo determinante al miglioramento della vita cittadina».
«Il nostro obiettivo è quello di completare Fabbrica integrandola il più possibile nel tessuto urbano di Castelnuovo – ha spiegato l’architetto Franco Puccetti – restituendo al paese un’area di fondamentale importanza dal punto di vista urbanistico, commerciale, abitativo e direzionale». Le precedenti tappe dell’area erano iniziate nell’ottobre 2006 col piano attuativo e i lavori erano partiti a Pasqua 2007, ma dal 2010 il cantiere si bloccò per un concatenarsi di eventi che videro il fallimento della Inghirame, la società che aveva rilevato l’area dalla famiglia Bertolani, e della Cavani Comoter, la ditta che doveva compiere materialmente i lavori. —
Luca Dini
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