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in via cittadella 

Cose Vecchie, da oltre 100 anni l’antiquario di Lucca

Gregorio Andreini
Cose Vecchie, da oltre 100 anni l’antiquario di Lucca

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Un’attività ultracentenaria che va avanti di padre in figlio da tre generazioni. Nel cuore del centro storico in via Cittadella c’è un antiquario e restauratore d’arte e di mobili antichi la cui opera ancora oggi è preziosa e dà lustro alla città. I quattro ampi fondi a disposizione di Cose Vecchie sono gestiti da Roberto Lenzi che con instancabili impegno e tenacia li conduce ininterrottamente da più di cinquant’anni. Da solo, dopo che suo fratello Alessandro cointestatario dell’attività da qualche anno fa lo skipper. «Sono nato nel 1949 e faccio questo lavoro da quando avevo 18 anni - racconta Lenzi - una prima bottega al civico 40 esisteva già nei primi decenni del ‘900. Era condotta da mio nonno Biagio che faceva il rigattiere e comprava il ferro e il metallo. Il suo fondo è l’unico che non è di mia proprietà ma lo conservo per motivi affettivi così com’era al suo tempo con tanti oggetti di epoche lontane». Il passo successivo più importante per Cose Vecchie è stata l’entrata in bottega di Primo Lenzi, papà di Roberto, che lo ha introdotto nel tempo nel settore antiquario. «Con un secondo fondo al civico 44, mio padre Primo premiato già nel 1949 con una targa d’onore, è stato fino alla sua scomparsa dieci anni fa legatissimo a questa attività. L’ha fatta crescere e anch’io prima con lui e poi da solo ho contribuito a farla diventare quella che è oggi». Poi si è aggiunto all’attività il negozio di antiquario al civico 26 mentre al 36 ecco il laboratorio. E nelle stanze non adibite a laboratorio gli oggetti d’arte e suppellettili hanno dato vita a quello che è diventato un vero e proprio museo. «Sin dalla fine dell’Ottocento – spiega Lenzi – la mia famiglia ha raggranellato cose rare e antiche, riempiendo gli spaziosi locali del negozio con le più diverse antichità. Dai letti in ferro battuto, lampadari, ceramiche, tavoli, sedie, armadi, cassettoni, lampade, specchiere, sculture, quadri e cornici a ogni tipo di mobile, dal Seicento fino al secolo scorso. Nei cortili interni appaiono ancora conche, marmi e pietre o oggetti particolari d’arte ancora presenti. Mi avvalgo nei restauri in laboratorio anche di esperti professionisti del settore, come per la doratura con la collaborazione con la Vetreria Artistica Marcello Ragone di via Tabacchi». Nei fondi di Cose Vecchie ai suoi frequentatori meno giovani sembra di sentire ancora nell'aria la fragranza dei sigari che la ex manifattura ha prodotto per secoli all'interno delle vicinissime mura. Ancora Lenzi: «Quest’anno compirò 70 anni e ho ancora voglia di andare avanti con l’attività. Dopo di me c’è però il rischio concreto che possa terminare: non c’è nessuno nella famiglia che sia interessato a portarla avanti. Purtroppo oggi è difficile investire su una persona a cui magari lasciare il mestiere, e poi anche il settore è un po’ fermo. Continuerò però con lo stesso amore verso questo lavoro. Cose Vecchie mi ha dato modo di conoscere e di avere fra i miei illustri clienti anche personaggi famosi come Marcello Mastroianni, Christian De Sica e Diego Abatantuono, e come lo stilista Paul Smith». —

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