Il Tirreno

Lucca

1.058 firme per salvare la scuola materna di San Macario

Barbara Antoni
1.058 firme per salvare la scuola materna di San Macario

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I genitori l’avevano annunciata ed è partita in quarta la mobilitazione per contrastare la volontà della parrocchia di San Macario in Piano di chiudere la scuola materna San Giovanni Bosco, frequentata da circa trenta bambini della zona (18 sono i piccoli alunni della materna, 12 i bambini che invece frequentano le attività di doposcuola offerte).

In pochi giorni, con i moduli per le firme distribuiti in negozi ed esercizi della frazione, sono state raccolte 1.058 adesioni alla protesta. Firme che, spiegano, sono state consegnate alla curia, nella persona del vicario responsabile. «La curia - spiega Luca Vannucci, uno dei genitori impegnati per salvare la scuola San Giovanni Bosco - ha accolto la nostra delegazione e ricevuto le firme raccolte. Non ha posto ostacoli per la prosecuzione dell’attività della scuola».

I genitori avevano anche preparato un lungo e dettagliato documento da presentare al consiglio pastorale della parrocchia di San Macari per ribadire ulteriormente il ruolo fondamentale della scuola materna nella frazione lucchese. Ponendo anche la questione in termini economici: se l’edificio si svuotasse, dovrebbe essere la parrocchia a mantenerlo e le spese - fra pulizie vare, spazzamento, utenze e assicurazione - ammonterebbero, conti alla mano, a 8.500 euro annui.

Ma l’incontro fra la delegazione di genitori e residenti e San Macario con il consiglio pastorale, programmato per venerdì 12 aprile, è saltato. Non si è tenuto anche perché «il parroco don Marek Roman Labuc in quei giorni non c’era».

A questo punto, la sopravvivenza della scuola è una vera e propria corsa contro il tempo. La cooperativa che la gestisce attualmente - la Giovanni Paolo II, che si avvale di tre insegnanti e una cuoca per la conduzione della struttura - ha già dato disdetta del suo incarico, che lascerà al termine dell’anno educativo, il prossimo 30 giugno.

Se la licenza per lo svolgimento dell’attività educativa dovesse essere sospesa, per riottenerla dovrebbe ripartire una lunga procedura: sarebbe impossibile in quel caso pensare di tornare sui banchini a settembre.

I genitori intanto si sono dati da fare per trovare una nuova società disposta a riaprire la scuola materna da settembre con il proprio personale e ad aprire anche un asilo nido oltre ad attivare una collaborazione con esperti dell’età evolutiva.

Ma don Marek ha detto di no, e ha motivato la sua decisione con il fatto che a San Macario in Piano c’è più bisogno di un oratorio che di una scuola materna.

Un colpo al cuore per tante famiglie, ma soprattutto per i bambini, che sono attaccatissimi alla loro scuola e ai compagni con i quali hanno intessuto amicizia. —





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