Il Tirreno

Lucca

il 25 aprile 

Tanta gente in piazza per lo show di Nada Gli studenti raccontano la Liberazione

Tanta gente in piazza per lo show di Nada Gli studenti raccontano la Liberazione

Un successo il ritorno del concerto in San Francesco. Il sindaco: «La Resistenza ci ha consentito di scegliere»

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lucca. Un successo il concerto del 25 aprile con Nada in piazza San Francesco: il ritorno, dopo tanti anni di assenza, dell’evento per la Liberazione è stato il culmine di una giornata vissuta nel segno del ricordo.

La mattina, in particolare, è stata dedicata ai momenti istituzionali, con l’ organizzazione, come di consueto, dalla Prefettura, dalla Provincia e dal Comune di Lucca, in collaborazione con le Associazioni della Resistenza, combattentistiche, patriottiche e d’arma. La giornata ha avuto inizio alle 9,30 con il tradizionale omaggio al Monumento ai Caduti in piazza XX Settembre, seguito dalla Messa nella Cattedrale di San Martino. Le autorità si sono quindi portate nel Cortile degli Svizzeri, dove alle 11, dopo l’ingresso dei gonfaloni dei Comuni e dei làbari delle Associazioni, lo schieramento interforze ha reso gli onori militari al Gonfalone del Comune di Stazzema, decorato con la Medaglia d’Oro al valor militare per i sette Comuni della Versilia. Agli onori al Prefetto di Lucca Maria Laura Simonetti, giunta al termine del suo mandato, è seguito l’alzabandiera e il saluto di Walter Ramacciotti, Presidente della Federazione Italiana Associazioni Partigiane di Lucca.

Due studenti del Polo Tecnologico – Scientifico – Professionale “Fermi – Giorgi” hanno letto alcune riflessioni sulla Festa della Liberazione e sul significato della Resistenza e della Democrazia e uno studente dell’Agenzia formativa confindustria toscana nord ha letto l’Art. 11 della Costituzione.

È seguito l’intervento del sindaco Alessandro Tambellini, che ha insistito sul valore della Resistenza: «Se noi abbiamo potuto decidere il nostro futuro è stato proprio in ragione della Resistenza, altri non l’hanno potuto fare; ad altri le nuove forme di assetto giuridico e civile sono state imposte con la forza. Se il nostro Paese è entrato a far parte dei paesi civili è stato in forza di questo. Bisogna allora renderci conto che non siamo italiani solo e soltanto perché parliamo una lingua comune, perché abitiamo da millenni nello stesso territorio. Non siamo italiani perché abbiamo solo delle tradizioni comuni. Siamo italiani anche perché abbiamo compiuto una scelta di vita civile, perché abbiamo voluto la democrazia e la libertà come nostro modo di stare insieme e il 25 aprile è quell’elemento fondativo che oggi ricordiamo».

Per la Provincia era presente la consigliera (e sindaca di Altopascio) Sara D’Ambrosio, secondo la quale «il 25 aprile non è la lotta tra fascismo e comunismo: una polemica sterile, buona per prendere qualche prima pagina di giornale e per alzare polveroni che hanno come unico fine quello di catalizzare l’attenzione e la riflessione sulle solite tre persone. Il 25 aprile è festa nazionale, la festa dell’Italia e degli italiani».

L’orazione ufficiale, infine, è stata tenuta dal professore Paolo Buchignani dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea. Nel pomeriggio, poi, ilgrande concerto in piazza San Francesco alla presenza di centinaia di persone: un buon risultato per l’esibizione di una Nada in gran forma, che ha cantato sia i suoi successi che le canzoni dell’ultimo disco, per la gioia di giovani e meno giovani. —

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