Sicurezza
La procura acquisisce il profilo genetico dei cingalesi in carcere
LUCCA. Gli inquirenti, per conto della procura e del giudice, hanno acquisito nella giornata di ieri il profilo genitico di Gayan Chaturanga Warnakulasuriya Mudianselage, 28 anni, ex militare e richiedente asilo e di Samit Gayan Poruthotage Fernando, 36 anni, in regola con il permesso di soggiorno e cuoco alla trattoria Tre Merli, detenuti nel carcere di San Giorgio con l’accusa di omicidio volontario in concorso del connazionale Roshan Silva Kalukankanamalage, il cuoco disoccupato ed ex militare di 50 anni, ucciso nella notte tra il 16 e il 17 aprile.
I due cingalesi sono stati sottoposti al test del tampone del cavo orale. Un accertamento tossicologico su campioni di mucosa necessario per stabilire se durante l’aggressione fossero sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o comunque capaci di alterare la psiche. Ad oggi i legali dei due ingadati - avvocati Veronica Nelli e Paolo Mei - non hanno ancora ricevuto la richiesta di giudizio immediato da parte del pubblico ministero. E comunque potrebbero optare per un rito abbreviato o un patteggiamento. Una cosa appare certa: tutti e tre i protagonisti, la vittima e i carnefici, erano completamente ubriachi al momento in cui è iniziata l’aggressione. Non solo. Stando al racconto fornito dal cingalese più giovane quando sono rientrati nell’appartamento al civico 21 di via del Toro hanno trovato piatti, stoviglie, suppellettili e pezzi di cibo gettati sul pavimento. Segno, come conferma anche la compagna della vittima, che Roshan Silva era andato in escandescenza in precedenza. Praticamente durante il furibondo litigio - non certo occasionale - con l’ex badante cingalese che già in passato si era rivolta al 118 per chiedere aiuto proprio a causa del carattere violento del compagno incapace di controllarsi soprattutto dopo aver consumato sostanze alcoliche. Fiona Sherien Grigson, 55 anni, aveva ricevuto la telefonata allarmata dei due connazionali-coinquilini durante la notte mentre si trovava al San Luca dopo aver denunciato l’aggressione del compagno. I due cingalesi la invitavano a non tornare a casa. Segno che qualcosa era accaduto. —
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