Il Tirreno

Lucca

L’ESAME AUTOPTICO 

Traumi e contusioni analoghe a quelle di un investimento

Luca Tronchetti

Il medico legale Stefano Pierotti impiega sette ore per esaminare il cadavere del cuoco ex militare  Impossibile stabilire la lesione  che ha causato il decesso

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LUCCA. Dura 7 ore l’esame autoptico sul cadavere di Roshan Silva eseguito dal medico legale Stefano Pierotti per conto della procura. Dalle 9 del mattino alle 16 del pomeriggio quando l’anatomopatologo compila un primo verbale e informa il sostituto Salvatore Giannino. Sono tante le lesioni, le ecchimosi, le contusioni sugli arti inferiori, sulle gambe, sul tronco, sulla nuca in testa e sul collo. Per questo è necessaria un’attenta e minuziosa dissezione perché ogni trauma, ogni ferita, ogni squarcio, può essere determinante per stabilire le cause del decesso. L’uso di una sedia che si rompe e cambia forma con spunzoni taglienti che provocano ferite simili a quelle del coltello complica il lavoro del medico legale. Alla fine però la sostanza è una sola: il decesso è stato causato da un’insufficienza cardio respiratoria sopraggiunta per un politraumatismo contusivo. Tradotto: è come se la vittima fosse stata investita da una macchina. Le fratture costali, il trauma cranico e toracico hanno provocato un’emorragia interna. Dire però qual’è stato il colpo di grazia è impossibile. Almeno allo stato attuale. Di certo c’è che le copiose ferite da arma da taglio che hanno provocato perdita ematica o il tentativo di soffocamento non sono state decisive. Resta anche da stabilire - ma sarà complesso senza una confessione dei due arrestati - chi ha fatto cosa. Cioè chi ha fracassato la sedia addosso all’ex militare dello Sri Lanka e chi gli ha rotto il piatto in testa piuttosto di chi lo ha colpito con pugni e calci e chi lo ha ferito con le schegge di legno. Certezze non ve sono, ma se il cinquantenne fosse stato soccorso e trasportato in ospedale nell’immediatezza probabilmente sarebbe stato ancora vivo. Un’ipotesi che avvalora ancor di più la configurazione del reato di omicidio volontario in concorso. L’orario della morte coinciderebbe con le ipotesi dell'accusa: sarebbe stato compiuto dai due coinquilini tra l'1,45 e le 3 del mattino di mercoledì. Ma servono ulteriori esami sui tessuti prelevati dal medico legale e il riscontro sarà disponibile tra qualche settimana.

IL RUOLO DELLA DONNA

Resta ancora da chiarire la posizione di Fiona Sherien Grigson, 55 anni, ex badante e compagna della vittima. Non è indagata, ma alle 22,36 fuggì dall’appartamento e chiamò i carabinieri dopo l’ennesimo litigio, complice l’alcol, con Roshan Silva. Trasferita al pronto soccorso (altre volte si era presentata perché picchiata dal compagno) e attivato il codice rosa che le consente di restare in ospedale sino al mattino, alle 3 riceve la telefonata del più giovane dei due connazionali finiti in carcere che le dice di aver avuto una «grossa discussione» con l’ex militare. Potrebbe avvertire la polizia o i carabinieri di quella chiamata, ma non lo fa. Solo alle 7 del mattino quando va in questura racconta di quella chiamata agli agenti che scopriranno alle 9 il delitto. —

Luca Tronchetti



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