Il Tirreno

Lucca

l’inchiesta 

Omicidio della prostituta c’è un super-sospettato

Massimo Donati
Omicidio della prostituta c’è un super-sospettato

Tra i nove indagati (compreso un lucchese) i carabinieri del Ris partiranno  da un 50enne di Montecatini: a confronti i segni dei morsi e le orme insanguinate

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LUCCA. Nove indagati. Quattro uomini (tra cui un lucchese) e cinque donne. Italiani e stranieri. Ma tra di loro, c’è un supersospettato per l’omicidio di Isabel Cristina Macarthy, la 47enne prostituta di origini brasiliane massacrata nel suo appartamento di via Marconi 11 anni fa. Si tratta di un cinquantenne della Valdinievole, residente a Chiesina ma che di fatto vive a Montecatini.

Sul quale si concentrerà la nuova perizia disposta dal gip del tribunale di Pistoia, Patrizia Martucci, con un incidente probatorio affidato ai carabinieri del Ris di Roma. Sarà infatti da lui che partiranno i confronti richiesti: con le impronte di piedi nudi lasciate sulle chiazze di sangue, sul pavimento del luogo del delitto; e con i segni di morsi trovati su una coscia e su un braccio della vittima. Per quanto riguarda quest’ultimo esame, ed eseguirlo sarà l’antropologa e odontologa forense Chantal Milani, capitano dei carabinieri in forza al Reparto investigazioni scientifiche di Roma. Che dovrà accertare se l’impronta possa essere o meno attribuita all’indagato.

Sarà invece il maresciallo maggiore Eugenio Mazza a confrontare le orme lasciate sul sangue della donna uccisa con le caratteristiche del piede (il destro) del sospettato.

La biologa Elena Salata, capitano dell’Arma, dovrà comparare il profilo genetico estratto da un residuo di saliva – che fu trovato sulle calze autoreggenti della vittima – con i risultati dell’esame del Dna a cui, tra il 2008 e il 2009 vennero sottoposte circa 200 persone. Una comparazione che, anche se a 11 anni dal delitto, grazie ai progressi compiuti nel frattempo dalla scienza in questo settore, potrebbe portare oggi alla soluzione del caso.

Ed è proprio per questo che il pm adesso titolare del fascicolo – la sostituto procuratore Laura Serranti – ha deciso di riprendere in mano il “cold case” di Isabel e di chiedere al gip un incidente probatorio, per non lasciare niente di intentato.

Oltre che al principale indiziato e ai suoi avvocati difensori (Andrea Ferrini e Sabrina Simone), l’avviso di incidente probatorio è stato notificato giovedì scorso ad altre 8 persone: 3 uomini (clienti della prostituta, di Lucca, Empoli e Montecatini) e 5 donne (tutte straniere, residenti a Montecatini e Prato).

Isabel Cristina Macarthy, che da poche settimane era diventata cittadina italiana, fu assassinata nel pomeriggio del 19 aprile 2008 nel suo appartamento, al primo piano di via Marconi 66, a Montecatini. Massacrata con decine di coltellate: sulle braccia e sulle mani, mentre tentava disperatamente di difendersi, e sul collo, sul torace, sull’addome, sulle gambe; e anche alla schiena, mentre cercava di sfuggire al suo aggressore trascinandosi sul pavimento. Il suo cadavere venne scoperto la sera successiva, quando, preoccupate, la cugina e due amiche chiamarono al polizia: Isabel non rispondeva, il suo telefono squillava nell’appartamento. Dopo 11 anni il suo assassino non ha ancora un nome. —

Massimo Donati

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