Il Tirreno

Lucca

il caso 

Donna costretta a letto «È senza assistenza, chiediamo un aiuto»

L.S.

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lucca. Per un mese è stata ricoverata in una struttura di Barga specializzata nella riabilitazione, e i miglioramenti si sono visti dopo la frattura di tibia e perone. Poi più nulla, e il processo di guarigione si è interrotto. Da circa tre mesi è a casa con poca assistenza, nonostante sia affetta da una grave malattia, la sclerosi multipla, che la costringe a letto. Non è più autosufficiente da tre anni. Il suo compagno, Salvatore Piccolo, rivolge un nuovo appello all’azienda sanitaria per cercare di migliorare la situazione della donna, a cui si era interessato il dottor Ivano Maci, responsabile dell’unità operativa Recupero e rieducazione funzionale dell’ambito territoriale di Lucca dell’Asl Toscana Nord Ovest.

«Ci hanno detto che ci sono casi più gravi del nostro e che hanno la precedenza - dice l’uomo - ma ci possono essere casi più gravi di questo? Adesso viene un fisioterapista a casa due volte la settimana, ma è troppo poco per la condizione in cui si trova la mia compagna. Tra l’altro quando eravamo a Barga lo stesso personale della struttura aveva richiesto una nuova carrozzina con delle precise modifiche, ma stiamo ancora aspettando che la commissione interna dell’Asl dia il suo necessario via libera alla consegna. E sono passati ormai alcuni mesi dalla richiesta».

Prosegue Piccolo: «Io ho sostenuto molte spese perché il servizio pubblico non passa niente, ma stiamo ancora aspettando risposte. La mia compagna è disperata, non può vivere una vita così. E io non posso stare sempre zitto, devo farmi sentire, qui abbiamo passato ogni limite. Chiedo soltanto che qualcuno risolva questo problema». —

L.S.

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