Italia
Chiede un giorno di ferie ma la dirigente glielo nega
Un’insegnante dell’Isi di Barga aveva chiesto di non lavorare il 26 aprile. Catia Gonnella: «Venti docenti assenti per motivi personali, non potevo dire sì»
barga. Un’insegnante chiede un giorno di ferie ma la dirigente scolastica dice “no”. Il caso, sollevato dal sindacato Cub Scuola, si è verificato all’Isi di Barga. La professoressa, assunta a tempo determinato, aveva chiesto di potersi assentare il 26 aprile ma la dirigente si è opposta emanando anche una circolare, datata 15 aprile, nella quale informava i docenti “ponte” non sarebbero state concesse ferie. «È grave che, proprio alla vigilia di un giorno importante come il 25 aprile, in cui si ricorda la Liberazione dell'Italia dal fascismo, alcuni dirigenti scolastici della provincia di Lucca si siano dimenticati dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici - si legge nella dura nota del Cub Scuola inviata anche all’ufficio scolastico regionale della Toscana - è il caso eclatante della dirigente dell'Istituto superiore di Barga che ha negato in questi giorni il diritto di ferie, diritto tutelato dal contratto collettivo (ma anche dalla Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori) come “diritto irrinunciabile”. La Dirigente dell'Isi Barga ha persino emanato una circolare nella quale si affermava “nei giorni 17 aprile – 26 e 28 aprile – 29 e 30 aprile 2, 3 e 4 maggio” non sarebbero state concesse ferie - precisano dal sindacato - a questo si aggiunge il caso eclatante di un’insegnante dello stesso istituto che ha chiesto le ferie per il giorno 26 aprile con abbondante anticipo (a febbraio) trovando sostituti come previsto dal contratto nazionale della scuola ma le ferie sono state negate». Secondo la Confederazione unitaria di base, «si tratta di una grave violazione del contratto nazionale, dato che la fruizione dei giorni di permesso per motivi familiari è un diritto del docente e in nessun caso una concessione del dirigente». Ma stando a quello che riferisce la dirigente scolastica, non sarebbe questo il caso dell’insegnante in questione. «Lei ha presentato richiesta per un giorno di ferie - spiega Gonnella - senza avere motivi familiari o personali e visto che per il 26 aprile avevo già una ventina di docenti che invece avevano necessità di avere quel giorno libero proprio per questo tipo di esigenze non mi sono sentita di concederlo come del resto non l’ho concesso a un’altra decina di insegnanti che erano nella sua stessa situazione». Gonnella spiega che il 15 aprile è stata la segreteria a metterla in guardia rispetto all’elevato numero di docenti assenti il 26 aprile. «Per tutte le richieste di permesso per motivi familiari e personali vale il silenzio assenso - dice - ma per le ferie “immotivate” no. IN questo caso non potevo accordarle perché rischiavo di non avere docenti che garantissero il servizio. Per questo ho deciso di emanare la circolare che è una comunicazione non un ordine di servizio. In più - aggiunge - non basta trovare un sostituto per avere diritto alle ferie. È il dirigente che deve organizzare, rispetto alle assenze, le sostituzioni e non è detto che si riescano a trovare tutti. In più devo considerare anche l’aggravio di spesa che queste sostituzioni comportano. Mi dispiace molto che si sia creata questa situazione perché credo di aver sempre trattato tutti molto bene». —. Federica Scintu
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