Italia
Il “vescovo tra la gente” si congeda dai presbiteri
Ieri sera in cattedrale monsignor Castellani ha celebrato la messa crismale È stata l’ultima celebrazione pubblica prima dell’arrivo del vescovo Paolo
lucca. «Carissimi tutti, vi accompagno e vi assicuro che, nel momento in cui sto passando il testimone all’arcivescvo Paolo, sarò per lui e per voi, per la nostra amata Chiesa di Lucca, il vostro piccolissimo “Mosè in preghiera sul monte”, più che mai un “vescovo intercessore” per il suo popolo». Così ieri sera (17 aprile, mercoledì santo) monsignor Italo Castellani ha concluso in cattedrale l’omelia della messa del Crisma: l’’occasione solenne per lui di parlare al suo presbiterio prima di lasciare il mandato episcopale a Lucca (il 12 maggio si insedierà il vescovo Paolo Giulietti). Alla messa crismale si è raccolto l’intero clero dell’Arcidiocesi di Lucca, per una messa in cui il vescovo, ogni anno, rinnova la Comunione con i presbiteri secolari e religiosi.
Italo Castellani è stato il 144° arcivescovo di Lucca. È nato a Cortona (Arezzo) il primo luglio 1943 e maturò la decisione di entrare in seminario a 18 anni. Ordinato presbitero nel 1969, ha completato gli studi conseguendo la licenza in Teologia alla Pontificia Università Lateranense e la laurea in Scienze sociali all’Università di Trento. Nel 1973 fu nominato parroco di Fraticciola in Valdichiana. Il 31 maggio 2003 il papa lo nominò arcivescovo di monsignor Bruno Tommasi: divenne vescovo titolare il 22 gennaio 2005.
«Un “vescovo tra la gente”, che ha vissuto il suo ministero ispirandosi allo stile che aveva il Maestro, spiega la diocesi in una nota. Si è fatto accanto alle persone malate vistandole anche in ospedali e case di cura. Ha messo tra le priorità i giovani e la loro formazione: gli studenti e gli insegnanti hanno imparato a conoscere la sua figura negli incontri fatti nelle scuole o per strada quando intercettava una scolaresca». Inoltre, «ha manifestato grande attenzione alla crescente povertà e si è fatto vicino a coloro che hanno difficoltà economiche con la Caritas diocesana, le Caritas parrocchiali e le associazioni, attivando progetti e iniziative e rendendosi disponibile all’ascolto e al dialogo. Si è fatto “tra la gente” anche in momenti conviviali come sagre paesane ed è stato il primo vescovo di Lucca a partecipare alla sfilata di Carnevale di Viareggio».
Durante il suo ministero poi è stata organizzata, diventando poi un appuntamento fisso, la rassegna “Incontri in San Martino” per approfondire ogni anno diversi aspetti che riguardano la vita di tutti. Ha voluto poi dedicare attenzione agli animali iniziando ad officiare la benedizione loro dedicata per Sant’Antonio Abate.
Le linee guida del suo episcopato hanno visto al centro il dialogo, la famiglia, «la centralità dell’Eucarestia come culmine e fonte della vita cristiana e punto di orientamento vitale per tutta la comunità», spiega la diocesi. La strage di Viareggio nel 2009 è stata il momento più doloroso del suo episcopato. «Castellani si recò sul luogo del disastro e da quel giorno si attivò perché si potesse offrire un conforto ai superstiti, consolazione alle famiglie delle vittime e si cercasse che la giustizia potesse identificare le responsabilità». —
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