La manifestazione
«Era un uomo educato»
Puntuale nel pagare l’affitto, riservato: così la vittima viene descritta. Scoppia a piangere la nipote, arrivata alle 13 per avere informazioni sullo zio
lucca. Amici e parenti di Roshan cominciano ad arrivare in via Galli Tassi verso le 13. Una nipote dell’uomo supera le fettuccine e chiede cosa sia accaduto. Scoppia a piangere quando gli uomini del commissariato le riferiscono la sorte dello zio. Quella dello Sri Lanka è una comunità numerosa a Lucca. Uomini e donne che lavorano, soprattutto nella ristorazione e come assistenti familiari.
Anche Jonathan Conde viene da quel paese, ma lui si arrangia come agente immobiliare. Si occupa in sostanza di trovare affittuari per il signorile palazzo di via del Toro, di proprietà di un’anziana signora che vive a Borgo a Mozzano. «Roshan e Fiona ce li ho messi io nell’appartamento, circa due anni fa - afferma - non sapevo avessero un coinquilino. Tra l’altro ieri pomeriggio (martedì, ndr) ho partecipato con la loro delega alla riunione condominiale. Hanno sempre pagato regolarmente l’affitto, proprio il 15 (lunedì, ndr) hanno dato i soldi per questo mese. Ho visto Roshan ieri sera verso le 19,30 (martedì, ndr), era insieme al suo amico (Sami, ndr), stavano andando in bicicletta all’Esselunga. Li ho salutati, sembravano tranquilli come sempre. Non mi so spiegare questa situazione».
Molti passanti si affacciano sull’angolo della via per cercare di capirci qualcosa: fa scalpore il fatto in pieno centro storico. Alcuni vicini di casa parlano con i cronisti. Tutti descrivono Roshan come persona educata che stava sulle sue, buongiorno e buonasera, nulla di più. Ma da qualche tempo, sopratutto la sera, nel bilocale c’era confusione, si sentivano urla e schiamazzi. «Una persona educatissima, riservata, ma salutava sempre - dice Natalina Massoni, che sta lì a pochi passi - ma a volte la sera non era insolito sentire delle grida arrivare dall’appartamento. Anche ieri (martedì, ndr) sono arrivati i carabinieri».
Aggiunge Giuseppe Pellegrini, un altro vicino: «Verso le 22,30 è arrivata un’ambulanza, c’era una donna in strada che si teneva in disparte e parlava con i soccorritori. Dopo poco è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri e si è fermata lì davanti. Queste persone le conosco di vista, già da un po’ di tempo abitano nello stabile, nella casa all’angolo, sono estremamente riservate, ma è sempre stato tutto tranquillo. Poi questa mattina (ieri, ndr) mi sono affacciato dal balcone e ho visto un signore con la pelle olivastra, aveva uno zainetto in spalla, che ha cercato più volte di suonare al campanello dell’abitazione, ma non rispondeva nessuno. Ha ripetutamente provato ad entrare, ma senza successo. E poi è andato via».
Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il ruolo nella vicenda anche di quest’ultima persona, che potrebbe essere il secondo uomo che si trova in stato di fermo in questura. —
Luca Signorini
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