Il Tirreno

Lucca

il delitto 

Ucciso in centro a pugni e coltellate: fermati due uomini

Luigi Spinosi e Luca Signorini
Ucciso in centro a pugni e coltellate: fermati  due uomini

La vittima è Roshan Silva Kalukankanamaloge, cuoco di 51 anni, dello Sri Lanka

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LUCCA. Una casa a soqquadro, tracce di sangue ovunque, un cadavere. Questa la scena che si è presentata agli agenti della squadra mobile che ieri mattina intorno alle 9 si sono presentati nell’appartamento di via del Toro, due passi dal tribunale. Il corpo era quello di Roshan Silva Kalukankanamaloge, 51 anni, dello Sri Lanka, da 15 anni a Lucca, dove lavorava come cuoco. Sul corpo tanti segni di coltellate e percosse.

Che si trattasse di un omicidio è apparso abbastanza chiaro, eliminando quasi da subito altre ipotesi, in primis quella del suicidio. Un’ipotesi, quest’ultima, che sarebbe stata sostenuta da uno dei due coinquilini di Roshan (un 36enne che si trovava nell’appartamento quando è arrivata la polizia), e inizialmente alimentata da alcuni tagli sui polsi dell’uomo. Ma quei tagli, non letali fra l’altro, sarebbero – stando alla ricostruzione degli inquirenti – frutto di un tentativo di difesa della vittima da parte del suo o dei suoi aggressori, con le braccia messe a difesa del volto colpite con un’arma da taglio.

Sul posto è giunta anche la compagna dell’uomo, Fiona Sherien Grigson, anche lei dello Sri Lanka, che ha accusato un malore è stata trasportata in ambulanza al San Luca, da cui era stata appena dimessa. Era lei l’intestataria dell’affitto di quell’appartamento dove, per affrontare un periodo di difficoltà economiche (la donna faceva la badante ma il suo assistito è morto di recente, mentre l’uomo ultimamente lavorava solo in modo saltuario), avevano deciso di ospitare altri due connazionali, di 36 e 28 anni. E proprio sui due si sono concentrate le indagini. Sottoposti a fermo da parte del Pm, l’ipotesi di reato è pesante: omicidio volontario, probabilmente per mere questioni di soldi. Potrebbe non essersi trattato di un delitto preterintenzionale (come era tra le ipotesi all’inizio), arrivato al termine di una lite (che in quell’alloggio sembra fossero frequenti), poi degenerata.

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Tanti i pezzi del puzzle che gli investigatori della squadra mobile, guidati dal commissario Silvia Cascino e coordinati dal sostituto procuratore Salvatore Giannino, sono chiamati a mettere assieme. In particolare si tratta di ricostruire quanto accaduto nella notte tra martedì 16 e ieri. Martedì sera in via del Toro erano intervenuti anche i carabinieri, dopo l’ennesima lite tra la vittima e la sua compagna che, dopo l’accaduto, era stata portata al San Luca. Per lei nessuna ferita, ma un forte stato di choc. E dopo una notte in ospedale, ieri mattina appena dimessa si sarebbe diretta in questura per denunciare il compagno per maltrattamenti.

Nel frattempo però l’uomo era già morto. La causa era sul suo corpo: una quantità enorme di ferite. Ferite da taglio inferte con una qualche arma bianca, quasi di sicuro un coltello, ma anche i segni di un pestaggio a mani nude. Da qui l’interrogatorio fiume a cui sono stati sottoposti sia la compagna che i due inquilini. Gli investigatori mantengono le bocche cucite, ma l’impressione è che i pezzi di quel puzzle siano già al loro posto. —
 

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