Sicurezza
Doping nell’ippica, confermata la condanna al padrone di un cavallo
Confermata la responsabilità per doping di proprietario e allenatore di un cavallo trovato positivo a un farmaco proibito dall’Unire in occasione del “Premio Anselmo Fontanesi” che si tenne all’ippodromo di Grosseto.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Giacomo Gazzarrini, 40 anni, originario di Lucca, ed Edoardo Moni, nato a Pisa, 52 anni, driver, residente a Montecatini.
La Corte d’Appello aveva confermato la condanna a cinquecento euro di multa per tutti e due concedendo a entrambi la sospensione condizionale e per Moni anche non la menzione nel casellario giudiziale.
Secondo l’accusa il lucchese Gazzarrini, come socio accomandatario della società proprietaria del cavallo, e Moni nel ruolo di allenatore «somministravano» al cavallo "Nakano Brown", in occasione della corsa "Premio Anselmo Fontanesi, di competenza Unire”, la sostanza vietata atenololo (tra le più usate nel doping nel mondo dell’ippica, ndr) al fine di alterare con detto atto fraudolento il leale e corretto svolgimento della competizione» si legge nella sentenza della Suprema Corte.
La difesa ha sottolineato nel suo ricorso che Gazzarrini era solo uno dei soci della «Scuderia Jumbo Sas», proprietaria dell’esemplare, e «che la cura del cavallo poteva essere svolta anche da figure professionali diverse dall'allenatore e che anche il conduttore del cavallo poteva vantare interesse analogo a quello degli imputati».
La vicende destò molto scalpore nel mondo del trotto e il driver Moni, molto conosciuto e apprezzato nell’ambiente ippico, venne squalificato per doping che ha messo a rumore il mondo del trotto. Edoardo Moni, allenatore montecatinese, nella sua carriera ha plasmato cavalli importanti come Dribbling Om, Opal Brown, Leticia Bi e le dernier cri Probo Op venne squalificato per un anno come allenatore e come guidatore. —
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