Sicurezza
I ricordi lucchesi di Prodi: «Con Chirac innamorato della città»
L’ex presidente del consiglio alla presentazione del libro di Toschi e Zanzucchi sul dramma siriano
Non un trattato di geopolitica, ma qualcosa di più semplice, e forse anche per questo molto più incisivo nel descrivere l’orrore dei conflitti. Una sorta di diario, il racconto di quanto visto in uno degli scenari di guerra (uno dei tanti purtroppo) del nostro martoriato pianeta. Questo è “Siria, una guerra contro i civili”, il reportage opera di Massimo Toschi e Michele Zanzucchi, presentato lunedì 15 aprile all’auditorium San Romano. Presenti l’onorevole Raffaella Mariani, i sindaci Alessandro Tambellini e Luca Menesini, e due ospiti di eccezione che gli scenari internazionali li conoscono bene: il generale Maurizio Fioravanti (che nella sua prestigiosa carriera militare tra le altre cose ha guidato la missione di pace in Libano nel 2009) e l’ex presidente del consiglio italiano e della Commissione Europea Romano Prodi, che del libro ha scritto la prefazione.
Il volume, come detto, è il resoconto di un viaggio attraverso la Siria devastata dal conflitto, di cui, a pagare le conseguenze, sono soprattutto i civili: «come avvenuto in tutte le guerre del Novecento – ha sottolineato Zanzucchi – tante esperienze che non sono servite da lezione».
Ad analizzare quel che accade nello scenario mediorientale, le sue possibili conseguenze, e più generale lo scenario sociopolitico dei nostri tempi, è stato lo stesso Prodi. Arrivato in forte anticipo rispetto all’appuntamento, accompagnato dalla moglie Flavia, si è lasciato andare a una serie di ricordi legati a Lucca, visitata la prima volta insieme proprio a Flavia, quando ancora erano fidanzati: «Quando passi le Mura, anche in questo periodo di finta primavera, tutto risplende. E poi beh – sorride davanti all’auditorium – ritrovarsi proprio a San Romano. L’ho visitato quando ancora era una chiesa. Qui ho tanti ricordi. Mi rammento di quando qui ci fu il vertice con Chirac (nel 2006 ndr): non riuscivamo a stare dietro al presidente francese, che si era letteralmente innamorato di Lucca e voleva vedere tutto».
Poi il ritorno alla ben più triste realtà internazionale, descritta da Fioravanti e Prodi: il conflitto in Siria, territorio di confronto tra le superpotenze internazionali e le potenze locali (vedi Turchia), dove le diverse fazioni – sciiti, sunniti, curdi – parallelamente combattono l’Isis, ma si combattono anche tra di loro. Un paese dove sono rimasti solo i più poveri, quelli che non son riusciti a fuggire, distruggendone così il tessuto sociale. L’Isis che si era fatto stato si può dire ormai sconfitto, ma i suoi uomini esistono ancora, andando a rafforzare Al Qaeda negli altri scenari (in particolare nell’Africa subsahariana). E vi sono ancora tanti punti di tensione, e un quadro generale preoccupante secondo Prodi, con «ovunque un arretramento della democrazia e un desiderio di maggior autorità». Autorità intesa nel senso negativo del termine e che sta attraversando il mondo («Persino il Brasile»), tutto questo mentre il peso dell’Onu continua a calare. —
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