Gioco
Sedici cortometraggi in gara da 14 paesi al Lucca Film Festival
Le proiezioni si svolgeranno al cinema Centrale, da oggi al 17 aprile Al regista vincitore della sezione sarà corrisposta la cifra di 500 euro
il concorso
Quattordici paesi, molte co-produzioni, sei film italiani fuori dai percorsi produttivi, di cui due in collaborazione con la Lituania e l'Uganda. I 16 titoli scelti per il 14º Concorso Internazionale Corti curato da Rachele Pollastrini per il Lucca Film Festival e Europa Cinema, sarà una delle sezioni protagoniste da oggi al 17 aprile al cinema Centrale (dalle 15). Al regista vincitore andrà la cifra di 500 euro. I corti saranno sottoposti anche al giudizio della giuria universitaria, che decreterà il vincitore del premio Miglior film cortometraggio - Giuria universitaria. Nella giuria di qualità il regista vincitore della scorsa edizione del concorso cortometraggi, Armand Rovira, la regista e documentarista Martina Parenti e Stefano P. Testa, filmmaker e fotografo. I titoli selezionati sono il frutto della selezione tra più di 400 film pervenuti al festival.
I titoli
Màcula degli italiani Giuseppe Spina e Leonardo Carrano racconta di una creatura che vive in questo interstizio, tra disegno animato, cinema sperimentale e la voce di Antonio Rezza. Unfolded è il corto di Cristina Picchi, racconto di perdita e assenza. Tra video-arte e cinema di poesia il terzo dei sei corti italiani diretto da Stefano Miraglia; Anoche cattura diverse prospettive dalla realtà visiva e auditiva per costruirne una nuova. Sempre italiano The Houses we were di Arianna Lodeserto, che parla del passato delle case popolari romane, puntando dritto al problema odierno dell'abitabilità. Ohga! è il corto di animazione sul primo botanico giapponese ad aver studiato la longevità dei semi di loto. L'ultimo dei corti italiani è diretto da Giulio Tonicelli;Happy Today segue da vicino il lavoro di ostetrica di Patricia, in un villaggio del nord dell'Uganda. Tre i corti statunitensi, il primo November 1st, viaggio verso uno dei bracci della morte statunitensi; Atomkraftwerk Zwentendorf diretto da Hope Tucker in Austria, ai piedi del colosso nucleare costruito e mai utilizzato. Terza produzione Usa è Two. Due i corti tedeschi, più un terzo co-prodotto con le isole Mauritius. I can stand di Malika Musaeva, è lo sguardo di una madre verso il figlio che ha scelto la strada della radicalizzazione islamica; Dürrenwaid 8 di Ines Christine Geißer; Sec Rouge di Kate Tessa Lee e Tom Schön. Dal Portogallo arriva California di Nuno Baltazar, dove madre e figlia cinesi cercano fortuna in Portogallo; concludono A Cold Summer; Elo dell'estone Helen Takkin e Les Enfants du Rivage, dal Belgio diretto da Amelia Nanni. —
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