Gioco
Cimitero urbano situazione al limite: non ancora partiti i lavori alle arcate
Sono chiuse per motivi di sicurezza dall’estate del 2013. Per la completa ristrutturazione ci vogliono 6 milioni di euro
Dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno la prima fase dei lavori - quella più urgente - per il restauro delle arcate sui lati nord e sud del cimitero urbano di Lucca. Ovvero le parti storiche del complesso monumentale chiuse a causa di crolli e per motivi di sicurezza nell’estate del 2013, ormai sei anni fa.
Che il cantiere sembra vicino alla partenza lo annuncia Massimo Saponaro, ingegnere di Gesam Spa, l’azienda che ha in concessione dal Comune i servizi cimiteriali. «Stiamo cercando di intervenire il prima possibile - dice Saponaro - in bilancio l’amministrazione ha stanziato una cifra di 4-500.000 euro all’anno nel piano triennale delle opere (per un investimento complessivo, da qui al 2021, di 1 milione e 300.000 euro, ndr), e l’intenzione è quella di individuare altre risorse anche per gli anni successivi. Dunque abbiamo focalizzato le precarietà e le urgenze per cominciare con i lavori».
Per il completo rifacimento delle arcate pericolanti e degli Oratori transennati e anch’essi off limits - San Giuseppe, San Paolino e San Donato - ci vogliono, come spiega l’ingegnere, 6 milioni di euro. Il problema sono i soldi, fanno meo paura i vincoli imposti dalla Sovrintendenza. «Come prima cosa da fare c’è quella di ripristinare l’accesso alle arcate e agli Oratori - spiega Saponaro - significa che dobbiamo intervenire per il consolidamento della struttura e delle coperture, dove ci sono da rifare le capriate e i tiranti oggi in stato di grave usura. Una volta eliminato il pericolo, potremo riaprire l’accesso a questi spazi. In seguito, ma sempre a seconda dei fondi disponibili, andremo a rifare tutto il resto, ovvero le cornici, le pareti, le pavimentazioni». Ci vorranno parecchi anni per arrivare alla completa ristrutturazione delle arcate storiche. Intanto, tra il 2017 e l’anno scorso, al camposanto di Sant’Anna qualche miglioramento si è visto, vale a dire il rifacimento del corridoio ad archi dell’ala nord ovest, che è di nuovo agibile (spesi per lo scopo circa 500.000 euro).
Ma il cimitero cittadino soffre anche diversi altri problemi che prima o poi andranno affrontati, sebbene non paragonabili (per complessità e costo) a quello delle arcate ancora circondate da transenne e fettuccine. C’è per esempio la situazione dei camminamenti a cielo aperto in pietra rossastra, che scorrono lungo il corso delle arcate. Una superficie già di per sé scivolosa in giorni di pioggia - e ci sono dei cartelli che indicano il pericolo, seppur non eccessivamente visibili - e oltre a questo anche particolarmente sconnessa. Si contano a decine le mattonelle saltate e rovinate, scheggiate, altre sono vicine a cedere, si muovono sotto i piedi. Soprattutto gli anziani che si trovano a camminarci sopra, devono concentrarsi non poco per evitare gli intralci. È alto il rischio scivoloni e cadute.
E poi c’è la condizione dell’ampio parcheggio di fronte all’ingresso principale del cimitero cittadino. Non esiste l’asfalto, intanto, il grande piazzale è fatto di sola terra. E quanti fossi, buche, avvallamenti. In alcuni casi veri e propri crateri di parecchi metri di diametro. Se piove - come ieri - diventano pozze, piccoli laghetti di acqua marrone. Le sospensioni e i pneumatici delle auto sono messi a durissima prova. Figurarsi l’uomo, che se per mala sorte o disattenzione ci finisce dentro, si inzuppa quasi da capo a piedi. E questo parcheggio sarebbe l’accesso al camposanto monumentale. —
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