Il Tirreno

Lucca

Marcia dei trattori In centinaia protestano contro gli assi viari

Luigi Spinosi Federica Scintu

Una quarantina di mezzi agricoli ma anche tante auto Soddisfatti i partecipanti: «Manifestazione riuscita» 

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LUCCA. Il via al corteo era fissato per le 10, ma già da molto prima il centro di Capannori ha cominciato a riempirsi. Di persone, ma anche di colori che spiccavano nel grigiore cementizio che caratterizza piazza Aldo Moro. I colori delle bandiere e dei cappellini delle varie associazioni (da quelle ambientaliste a quelle degli agricoltori) mobilitate contro il progetto degli assi viari. E i colori dei trattori, dagli azzurri Landini ai verdi John Deere, passando per il rosso Massey Ferguson o l’arancione Same, che sono diventati protagonisti della manifestazione. Non solo per il fascino che esercitano sulla parte fanciullesca di ognuno di noi, ma anche perché quei 40 mezzi, pronti a partire alla testa del corteo, rappresentavano un simbolo, un richiamo a quella cultura contadina in cui affonda orgogliosamente le sue radici la Piana Lucchese, proprio quel mondo che, a detta degli organizzatori della manifestazione, rischia di essere devastato dal progetto di Anas.

Ma non è solo in campagna che quell’opera trova una dura opposizione, gran parte dei capannoresi vi vedono una sorta di moloch, capace di dividere fisicamente le comunità, di cambiare in peggio il volto del paesaggio, di portare inquinamento nel territorio, per vantaggi che sarebbero tutti da dimostrare. Queste le contestazioni mosse tra le centinaia di persone che si sono ritrovate in piazza a chi chiedeva loro perché si trovassero lì. Quelle stesse contestazioni riportate sui cartelli appesi sui trattori e sulle decine e decine di auto che hanno preso parte al corteo.

All’altoparlante quelle stesse preoccupazioni sono state urlate alla folla da Alessio Stefanini (il leader del comitato che si oppone agli assi) nell’unico intervento fatto in questa parte della manifestazione. Nel suo discorso ha lanciato un appello al sindaco di Capannori, invitandolo a non arretrare dalle sue posizioni. Poi il via al corteo. Prima i trattori, poi le auto, e accanto anche le biciclette, tutti in viaggio verso Lucca scortati dalla polizia.

Non sono ancora le undici quando i clacson cominciano a farsi sentire anche per le strade della città. Una “carovana” eterogenea - composta da persone di tutte le età unite dal no a quello che è il progetto definitivo degli assi viari - percorre lentamente la via Pesciatina, attraversa un breve tratto della circonvallazione fino a raggiungere lo spiazzo davanti allo stadio Porta Elisa. I trattori parcheggiati ai lati “abbracciano” i manifestanti che si riuniscono per ribadire ancora una volta le motivazioni della protesta. «I cittadini della Piana non sono disponibili a sacrificare il loro territorio per non meglio precisati interessi - dicono dal comitato Assi Viari Lucca - e senza che i comuni di Lucca e Capannori ottengano un reale beneficio. Contano di più i soldi o gli interessi dei cittadini della Piana? Questa domanda la nostra classe politica non se l’è ancora posta, tanto è affannata a correre dietro ai finanziamenti. Tanto da chinarsi al volere di Anas che, con estrema arroganza impone il proprio progetto dalle stanze di Roma senza considerare il territorio». La manifestazione si è svolta in un clima assolutamente pacifico, senza alcun intoppo o cambiamento di programma. A fare da colonna sonora il rumore incessante dei clacson e i tanti cartelli appesi a trattori, auto e biciclette. Una manifestazione che secondo gli organizzatori è «perfettamente riuscita» tanto che alcuni agricoltori non riescono a trattenere gioia e soddisfazione per essere riusciti a portare in piazza così tante persone.

Persone, la maggior parte di quelle presenti, che si sono ritrovate, dall’oggi al domani, a dover fare i conti anche con uno o più espropri: non solo di terreni agricoli ma anche di parti di giardino. Persone, alcune, che sembrano destinate a perdere l’ingresso della propria abitazione se il progetto non subirà variazioni, condannate a vivere a due passi dal traffico e dal cemento, con le finestre piombate. Persone arrabbiate e angosciate di fronte a quella che è diventata una strenua battaglia per cambiare le cose. Prima di mezzogiorno il corteo si è già rimesso in marcia per tornare, percorrendo la via Romana, verso Capannori. I comitati si sono dati appuntamento a martedì 16 aprile alle 16.30 a Palazzo Santini per il consiglio comunale durante il quale è previsto l’intervento dei tecnici di Anas. Un nuovo consiglio aperto dedicato solo agli interventi delle associazioni e cittadini interessati a esprimersi sul medesimo tema sarà convocato a metà maggio. —

Luigi Spinosi

Federica Scintu

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