Il dolore
Il premio Benedetti quest’anno è al femminile
Il riconoscimento consegnato a Concita De Gregorio (che ha ricordato i suoi anni al Tirreno di Lucca) e Costanza Spocci
Giornaliste dalla penna capace di scavare fino in fondo la notizia, con alle spalle esperienze, inchieste, scarpe consumate. Insomma, un curriculum in linea con la lezione di Arrigo Benedetti, il grande giornalista lucchese, fondatore dell’Europeo e dell’Espresso, cui è intitolato il premio assegnato e consegnato ieri mattina a Concita De Gregorio e Costanza Spocci.
La cerimonia si è svolta nella sala consiliare di palazzo Pancrazi, davanti il pubblico delle grandi occasioni. Parallelamente alla consegna della targa a Concita De Gregorio e Costanza Spocci si è svolta la premiazione per la sezione scuole, fra i pezzi ricevuti dalle superiori lucchesi. Lavori più belli sono stati giudicati quelli di Viola Pieroni dello scientifico “Galilei” dell’Isi-Garfagnana per la sezione licei, e Alice Pini dell’alberghiero “Pieroni” dell’Isi-Barga per la categoria istituti tecnico-professionali. A consegnarli le stesse De Gregorio e Spocci.
Concita De Gregorio, giornalista, conduttrice radio e tv, e attiva scrittrice (il 9 maggio uscirà il suo ultimo libro “Nella notte” che, ha annunciato, molto probabilmente presenterà anche a Lucca), prima di diventare firma di Repubblica e direttrice dell’Unità, ha iniziato la sua carriera proprio al Tirreno, da lei ancora oggi affettuosamente definito «il mio giornale, perché da qui ho iniziato a lavorare».
Emozionata dopo aver ricevuto il premio intitolato a Benedetti ha spiegato che per lei venire a Barga è stato come tornare a casa. Una parte di un territorio più ampio dove ha cominciato la sua carriera con «un gruppetto di ragazze del Tirreno di Lucca» che bazzicavano anche in questa zona. Belli e ancora vivi ha ricordato gli anni lucchesi e il lavoro anche in altre edizioni locali del Tirreno, «conosciuto nell’ultimo anno di liceo». Infatti la prima tappa della sua carriera giornalistica è stata la redazione di Livorno, città in cui è cresciuta, e poi, «dopo l’università, la mia prima destinazione da assunta è stata Lucca».Rammenta ancora i reportage su Mario Tobino, poi la cronaca, anche in Versilia, negli anni del caso Circe. Per lei fare la cronista significa svolgere «un mestiere umile, il giornalista è colui che fa da mezzo di trasporto a servizio dei governati e non dei governanti».
Costanza Spocci, invece, ha iniziato la sua carriera partendo alla volta del subcontinente indiano e dell’Afghanistan, per poi approdare come cronista in una redazione di freelance. E dopo varie esperienze nella sezione esteri oggi è nella redazione di Radio3 Mondo.
La mattinata del premio organizzato da Comune di Barga, in collaborazione con la Provincia di Lucca, la famiglia Benedetti e Toscana Energia, è iniziata col ricordo di Nazareno Giusti, il giovane originario di Coreglia scomparso pochi giorni fa, e collaboratore di Avvenire, dell’inserto La Lettura del Corriere, ma anche saggista, documentarista e collaboratore per diversi anni con molti enti e soggetti culturali lucchesi. —
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