Il Tirreno

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il contenzioso fondazione-ricordi 

Scontro sui diritti di Puccini Il 4 luglio udienza decisiva

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lucca. È stata fissata per il 4 luglio al Tribunale di Milano l’udienza di discussione propedeutica alla sentenza sulla causa intentata dalla Fondazione Giacomo Puccini per il mancato versamento, da parte di Casa Ricordi, a partire dal primo semestre del 2015 e sino a tutt’ora, delle quote spettanti alla Fondazione stessa dei proventi de “La Fanciulla del West” e di “Turandot”, nonché de “Il Tabarro”, fino al 31 dicembre 2016 (anno in cui l’opera è caduta in pubblico dominio). I proventi delle opere di Giacomo Puccini, sino alla sospensione dei pagamenti, erano così suddivisi: due terzi del 50% alla Fondazione Giacomo Puccini; un terzo di questo 50% a Simonetta Puccini (ed oggi, dopo il suo testamento, alla Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini) e l’altro 50% a Casa Ricordi.

La tesi di Casa Ricordi è che alla Fondazione spetterebbero esclusivamente le quote di proventi maturate sino al cinquantaseiesimo anno dalla morte dell’ultimo dei coautori di ciascuna opera, mentre la stessa Casa Ricordi dovrebbe appropriarsi per intero dei proventi sino al settantesimo anno dalla morte dell’ultimo dei coautori (quando ogni opera cadrà in pubblico dominio, in applicazione delle regole in tema di durata dei diritti patrimoniali d’autore introdotte nel 1996, di recepimento di una direttiva europea del 1993).

La Fondazione sostiene, viceversa, che la quota di proventi oggetto di legato in suo favore, contenuto nel testamento Livio Dell’Anna, dovrà esserle versata sino alla caduta in pubblico dominio di ciascuna opera.

Oltre alle opere sopra menzionate, la causa riguarda anche “Gianni Schicchi” e “Suor Angelica”. Casa Ricordi, infatti, ha riferito la propria intenzione di sospendere i pagamenti della quota di proventi di queste due opere spettante alla Fondazione a partire dal 2026. Di conseguenza, la Fondazione ha chiesto al Tribunale di accertare, invece, la sussistenza del proprio diritto a percepire tale quota di proventi fino al 2040, anno in cui le due opere cadranno in pubblico dominio.

La Fondazione diretta da Massimo Marsili ricorda che la sospensione dei pagamenti in favore della Fondazione ha avuto luogo a seguito di diffida inoltrata a Casa Ricordi dal legale della defunta Simonetta Puccini ed era stata motivata da Casa Ricordi in base all’esigenza di evitare lesioni di eventuali diritti della stessa nipote del Maestro.

In caso di soccombenza, la Fondazione Giacomo Puccini dovrà restituire il valore delle quote dei proventi delle tre opere in periodo di prolungamento fino al 31 dicembre 2014, versato peraltro da Casa Ricordi alla Fondazione Giacomo Puccini per interi anni e nella piena convinzione che le somme fossero a tutti gli effetti dovute. Questo porterebbe a seri problemi per le casse della Fondazione, che potrebbe vedersi costretta a vendere la villa di Marco Polo a Viareggio per tenere aperto la casa Natale. La Fondazione ricorda infatti come la quota dei diritti sia stata ed è impiegata per acquisire materiali pucciniani, per dotare il Museo Casa Natale di book-shop e ticket-office e per dotare entrambi dei servizi necessari, per svolgere attività didattiche, per sostenere pubblicazioni e ricerche sul Maestro. —

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