Attenzione
Per Vania la panchina rossa nell’Anfiteatro
Sulla targhetta, il messaggio forte: «No alla violenza sulle donne». Il padre: «Ringrazio per avere accolto la mia proposta»
lucca. Da ieri c’è una panchina rossa in piazza Anfiteatro, una panchina dedicata a Vania Vannucchi. Una panchina per non dimenticare, per dire una volta ancora e una volta per tutte un «no» infinito alla violenza sulle donne. L’amministrazione comunale l’ha consegnata idealmente alla famiglia di Vania, infermiera lucchese di 46 anni uccisa nel più barbaro dei modi da chi, solo a parole, diceva di amarla. E la famiglia - i genitori e i due figli, Valentina e Gabriele - idealmente a lei l’ha donata, con un messaggio forte ed esplicito: «No alla violenza sulle donne».. Era il 2 agosto 2016 quando la tragedia si compì: quell’uomo infame le diede fuoco; era l’indomani, il 3, quando il cuore di Vania smise di battere. Una tragedia senza eguali a Lucca, rimasta impressa nella mente e nel cuore di ognuno.
Una cerimonia semplice ieri, poche parole e moltissima partecipazione, con i genitori di Vania, Alvaro e Giovanna, che scoprono la panchina, liberandola dal telo bianco e i presenti in cerchio intorno, raccolti. La commozione è profonda: a rappresentare le istituzioni, tra gli altri, il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessora Ilaria Vietina, il consigliere regionale Stefano Baccelli. Ci sono esponenti della Città delle Donne, come Cecilia Carmassi.
«Sono molto contento - spiega Alvaro Vannucchi qualche ora dopo la cerimonia - che l’amministrazione abbia accolto la nostra proposta di intititolare una panchina a Vania nella piazza più importante di Lucca. Anche loro volevano fare qualcosa: quando ho fatto io la proposta, loro hanno subito detto sì». Adesso Alvaro riesce a parlare. «Alle iniziative pubbliche mi viene un nodo alla gola. L’emozione che ho dentro - racconta - è sempre tantissima. Adesso - aggiunge - noi abitiamo nelle adiacenze di piazza Anfiteatro». La panchina è vicina: con l’anima, i genitori e i figli di Vania potranno esserle idealmente ancora più accanto. Appena il gruppo dei presenti alla cerimonia si è sciolto, la panchina rossa di Vania si è subito riempita: la prima a sedersi, una mamma con un bimbo piccolo. —
B.A.
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