Il Tirreno

Lucca

protocollo di aci e provveditorato 

Gite scolastiche più sicure grazie a un modulo

Luigi Spinosi
Gite scolastiche più sicure grazie a un modulo

Le società di trasporto dovranno autocertificare l’idoneità di autisti e mezzi e il mancato rispetto di quanto dichiarato potrà comportare conseguenze penali 

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Andare in gita, ma in sicurezza. A questo mira il protocollo sottoscritto tra l’Ufficio scolastico provinciale e Automobile Club di Lucca, e illustrato ieri al provveditorato agli studi. Presenti molti dirigenti scolastici, di ogni ordine, della provincia di Lucca. La presentazione, infatti, era rivolta anche a loro, visto che il protocollo interesserà tutte le scuole (e lo stesso provvedimento sarà adottato e presentato a breve anche nelle province di Massa Carrara e Livorno).

E non si tratta di una questione da poco, anche senza scomodare l’allucinante storia di Milano (con i bambini presi in ostaggio dall’autista del bus) basta guardare alla recente cronaca locale, con il pullman che, a Pietrasanta, doveva portare in gita dei bambini, ma bloccato dalla stradale perché trovato con le gomme lisce e le cinture non funzionanti. Ebbene, il protocollo, stilato dopo una serie di incontri tra Provveditorato, Aci e polizia stradale mira a bloccare sul nascere situazioni del genere, e anticipa anche una direttiva analoga arrivata in questi giorni dalla Prefettura.

«Abbiamo avvertito il bisogno di fare una cosa mirata e incisiva – ha spiegato la responsabile Usp Donatella Buonriposi – sono sempre più numerosi gli spostamenti, soprattutto per gli istituti superiori, non solo per le gite, ma anche per le attività didattiche. E giusto ieri è arrivata dal prefetto una circolare, con la quale si chiede di trasmettere a stradale, questura e carabinieri la programmazione delle gite scolastiche».

Questa circolare riguarda i mezzi, ma sopratutto il controllo di chi li guida, ed è “figlia diretta” del già citato caso milanese. Ma il provvedimento studiato insieme ad Aci non solo ha anticipato la circolare, ma è anche più dettagliata, puntando anche sull’aspetto “veicolo”. A spiegarlo Luca Sangiorgio, direttore dell’Aci Lucca (ente già impegnato in una battaglia importante per l’uso delle cinture sugli scuolabus): «Abbiamo elaborato un modello, che sarà distribuito alle scuole e che le stesse dovranno far compilare alle ditte incaricate del trasporto studenti. Qui le ditte dovranno indicare una serie di dati, compresi quelli del veicolo. Se al momento della partenza la ditta si presenta con un bus diverso da quello dichiarato, non si parte».

Una forma di prevenzione sotto molti profili: quel documento rappresenta a tutti gli effetti un’autocertificazione, e una sua eventuale violazione (compresa la pratica diffusa del ricorso al subappalto) costringerà gli operatori a un rigido rispetto delle regole. Per fare un esempio, presentarsi con un pullman con le ruote lisce, dopo aver autocertificato la piena efficienza del mezzo, può trasformare un banale illecito amministrativo in reato.

Ma perché il sistema funzioni serve muoversi su un altro fronte, quello dei controlli. E si è pensato anche a questo, anche se, come emerso dagli interventi dei rappresentanti delle varie scuole, già oggi – prima delle gite – sono frequenti (e gradite) le verifiche della stradale. E il caso di Pietrasanta è lì a dimostrarlo. Ma per fare ancora meglio è stato chiesto alle scuole di comunicare gli spostamenti in pullman con il maggior anticipo possibile, in modo da permettere alla stradale di pianificare (e intensificare) i controlli. —

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