Il Tirreno

Lucca

Troppi stand di cibi e bevande e poi che brutti quei tavolini

BENEDETTO STEFANI ; Presidente provinciale del Fipe ristoratori Lucca
Troppi stand di cibi e bevande e poi che brutti quei tavolini

Secondo il presidente provinciale del Fipe ristoratori Verdemura  e Murabilia sono manifestazioni che si stanno snaturando  

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l’intervento

BENEDETTO STEFANI

Eventi come Verdemura o la “sorella” Murabilia a settembre sono fiori all’occhiello per il nostro territorio e motivo di orgoglio per la loro capacità di esportare il buon nome di Lucca. Proprio perché abbiamo a cuore le sorti di queste manifestazioni, ci sentiamo di dover fare alcune riflessioni che partono dall’ultima edizione di Verdemura, ma sono valide in realtà per tutti gli eventi che si svolgono sopra le Mura. Quello che abbiamo notato è lo snaturamento di quelle che erano le finalità iniziali che avevano portato alla nascita di questa manifestazione e altre simili. Tali eventi infatti furono pensati a suo tempo con lo scopo di creare turismo a vantaggio della vitalità della città e indotto economico per il tessuto commerciale del territorio. Oggi sia Verdemura che Murabilia sono state spostate dalle loro sedi iniziali, contro il parere e la volontà dei negozianti del centro e delle categorie, in tratti delle Mura lontani da aree commercialmente “vive”. Fu detto a suo tempo che questo spostamento era dettato dalla volontà di ingrandire queste manifestazioni: il problema è che questo sembra essere avvenuto nei fatti solo con l’inserimento di decine di stand e punti ristoro che somministrano alimenti e bevande. Siamo partiti anni fa con la presenza di pochi stand dedicati alla vendita esclusiva, senza somministrazione, di prodotti tipici. Oggi siamo arrivati a una marea di punti di ristoro che somministrano alimenti e bevande e che nella maggior parte dei casi di tipico non hanno nulla. Altro aspetto importante: quello dell’arredo e del decoro. Gli stand alimentari presenti a Verdemura erano accompagnati da sedie e tavolini di plastica e di legno non solo brutti a vedersi, ma non rispettosi dei regolamenti comunali di riferimento a cui ogni giorno bar e ristoranti “tradizionali” devono rispondere per evitare salate sanzioni. Non capiamo perché questa palese diversità di trattamento: come abbiamo sempre detto, a chi svolge la stessa professione devono essere garantite le stesse regole. —

Presidente provinciale del Fipe ristoratori Lucca

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