Lutto
Soltanto due condanne per i lavori fittizi a colf e badanti in Lucchesia
LUCCA. Erano accusati di falso e truffa per aver presentato tra il 2011 e il 2012 allo sportello unico per l’immigrazione dichiarazioni di emersione dal lavoro irregolare, dichiarando sia l’attività lavorativa svolta sia il domicilio degli stranieri (colf e badanti) da regolarizzare favorendo la loro permanenza in Italia. Sette anni dopo il giudice Alessandro Dal Torrione ha assolto con formula piena il datore di lavoro Simone Bini, difeso dall’avvocato Marco Treggi, mentre con formula dubitativa sono stati assolti Giuseppe Pantaleo, Christian Lembo, Mahmood Zahir Abbassi, Farid Gulam, Sahar Najam Us, Angelo Bini, Francesco Lo Monaco, Maurizio Arcangioli, Andrea Ghiselli, Francis Bisa, Romulus Stefan Burca, Zohaib Ayub, Zia-Ul-Hassan Abbasi, Sajid Alì, Kamran Khan, Mubashar Raza, Kashif Shahzad, Tayyab Shahzad e Roberto Lippi. Assolti per non aver commesso il fatto anche Crescenzo Zaccariello e Muhammad Ramzan mentre dall’accusa di truffa sono stati assolti con la formula perchè il fatto non sussiste Azhar Zubair e Chaudry Farooq Muhammad. Unici condannati per la vicenda - con i reati di truffa e falso assorbiti dall’articolo 5 comma 15 del decreto legislativo 109 del 2012 relativo ai provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare - sono stati Chuadhri Muhammad Farooq e Muhammad Azhar Zubair. Il primo è stato condannato a sei mesi di reclusione, il secondo a quattro. Entrambi hanno ottenuto la sospensione condizionale della pena.
Le indagini, condotte dalla polizia e dalla guardia di finanza, si erano svolte nei confronti di numerose colf e badanti pakistane che, per gli inquirenti, per ottenere a pagamento il permesso di soggiorno e la regolarizzazione fingevano fittiziamente di lavorare. In realtà sia il lavoro che le assunzioni erano regolari. I tanti extracomunitari assolti, ma anche i due condannati, erano parenti, amici o semplici connazionali di colf e badanti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google