Donazioni di sangue in calo ma c’è il boom della Piana
lucca. I duecento delegati delle Avis di tutta la Toscana si sono dati appuntamento a Tirrenia domani e domenica per la 48ª Assemblea di Avis Toscana, momento annuale di verifica, di analisi e riflessione associativa. Quest’anno il tema che guiderà i lavori è “Reti solidali, le nuove rotte del volontariato del dono” a significare l’importanza del lavoro in rete con tutti gli attori del sistema trasfusionale che è pubblico e che fa parte del sistema sanitario nazionale.
Verranno anche discussi i dati delle donazioni di sangue in Toscana, che in tutto nel 2018 sono state 110.489, l’1,99% in meno rispetto al 2017: una diminuzione che continua dal 2012 in cui ne furono effettuate ben 122.811. Sui dati locali, nell’area della Piana di Lucca c’è una crescita del numero delle donazioni pari a circa il 35%, dovuto soprattutto al contributo apportato da una nuova sede Avis di Altopascio costituitasi sul territorio. Nel 2018 sono diminuiti i donatori, che scendono a quota 57.342 rispetto ai 58.430 del 2017. Tuttavia, pur in presenza di un andamento negativo di donazioni e numero di donatori, nel 2018 l’indice di donazione, ovvero il numero di donazioni pro-capite per anno, è rimasto invariato attestandosi a 1,93 come nel 2017.
Il presidente di Avis Toscana Adelmo Agnolucci commenta così i dati: «Sono tantissimi i motivi che rendono la donazione di sangue un volontariato non facile e immediato. Vorrei che sempre più giovani si avvicinassero, vivendo la donazione come un atto di cittadinanza attiva. È vero che i nuovi soci sono prevalentemente i giovani con un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, rappresentando nel 2018 il 35% dei nuovi associati, ma è costantemente in crescita l’età dei soci donatori: la fascia di età più numerosa è quella tra i 46 e 55 anni. Sarà utile aprire una riflessione sul nostro modello organizzativo per valutare se la nostra presenza sui territori sia adeguata a contrastare ed invertire una tendenza negativa. Negli ultimi anni grazie ad una miglior gestione nell’uso di questa preziosa risorsa, sono diminuiti i consumi. Questo ci assicura per il momento un relativo equilibrio del sistema, ma non ci deve far abbassare la guardia per quanto riguarda i prossimi anni». —
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