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i gestori dei bar 

Stop alla ludopatia «I corsi formativi? Per noi soltanto un altro obbligo»

Luca Signorini
Stop alla ludopatia «I corsi formativi? Per noi soltanto un altro obbligo»

Per i titolari delle attività le disposizioni della delibera regionale non serviranno per contrastare il gioco d’azzardo patologico

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Per ora l’unica novità evidente (anche, e soprattutto, per gli avventori), è un nuovo cartello che bar ed esercizi commerciali con slot machine e videolottery, devono rendere ben visibile sulla porta d’ingresso o sulla vetrata dell’attività. “Il gioco può causare dipendenza - il gioco è vietato ai minori di anni 18 - gioca responsabilmente”, c’è scritto a caratteri cubitali. Altra frase vergata: “Questo gioco nuoce alla salute”. Un po’ come le sigarette. Le bionde e il gioco d’azzardo messi sullo stesso piano.

Nulla si muove invece sulla delibera della giunta regionale toscana del 23 marzo 2019, che fissa disposizioni per contrastare la ludopatia dopo il lancio della campagna “Quando la vita è un gioco è in gioco la vita”. Una battaglia a colpi di corsi di formazione, obbligatori (e a pagamento, massimo 25 euro l’ora) per gestori e dipendenti di bar, sale gioco e centri scommesse. «Con una legge dello Stato, sono già state ridotte nel numero le slot - dicono dal bar Milano 2.0 di via Vittorio Emanuele, tra piazza Napoleone e Porta Sant’Anna - ma sui nostri nuovi obblighi non c’è ancora stata una comunicazione ufficiale. Ma forse questi corsi di formazione dovranno farli i gestori delle stesse macchinette».

Non c’è molta chiarezza sulla questione, da quanto si apprende. «Per adesso, l’unica novità, è che ci hanno fatto affiggere fuori dall’attività quel manifesto», aggiungono dal vicino bar Teani, indicando appunto il foglio rettangolare che evidenzia quali sono le pericolosità del gioco d’azzardo patologico. «Gli addetti alle slot sono passati anche stamani (ieri, ndr) ma della delibera regionale non hanno detto niente», sottolineano.

Tra i titolari dei bar c’è la sensazione che la campagna contro la ludopatia - e successiva decisione della giunta regionale - non arrivi ai risultati auspicati. Affermano dal Caffè Puccini, alla fine del Fillungo verso Porta Santa Maria: «Ma queste disposizioni, questi corsi obbligatori, a chi giovano? Sicuramente non a noi, ma forse di più a medici e psicologi che verranno pagati per tenere queste lezioni (il percorso formativo avrà una durata di 8 ore, ndr). E poi i corsi chi li pagherà? Dovranno pagare anche i dipendenti? Finirà come con altre disposizioni, ma è difficile che in questo modo si fermino i giocatori dello slot. Questi sono soltanto ulteriori adempimenti per i lavoratori dei bar».

Per adesso le preoccupazioni, anche se già ci sono, vengono comunque rimandate: la scadenza per seguire i corsi è il 30 giugno 2020 per chi lavora nei centri scommesse e spazi gioco, 31 dicembre per i locali dedicati al gioco non in via esclusiva (bar e tabaccherie). Preoccupazioni che torneranno. —

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