Il Tirreno

Lucca

asse nord-sud 

I cittadini si sentono abbandonati «Danneggiate tre mie proprietà»

Federica Scintu
I cittadini si sentono abbandonati «Danneggiate tre mie proprietà»

La protesta di Raffaella Quilici che vive a San Pietro a Vico: «Tradita dai politici, sono sconvolta»

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Una casa con cinque appartamenti, a San Pietro a Vico, ristrutturata dieci anni fa. Ci abitano in quindici e l’asse nord sud, che collegherà la statale del Brennero con il nodo di Antraccoli, partirà proprio da qui: passerà sotto le loro finestre “mangiandosi” l’ingresso dell’abitazione. Ma lo stesso asse d’innesto è destinato a investire anche altre due proprietà di Raffaella Quilici che si trovano sulla stessa via: una parte del giardino della casa nella quale vive e l’abitazione della nonna. È molto arrabbiata Raffaella Quilici, non si dà pace: consapevole che sarà difficile bloccare (o modificare) il progetto ormai definitivo di Anas, finanziato dal governo e dalla Regione Toscana, con la procedura degli espropri avviata, non ha intenzione di arrendersi. Almeno non prima di aver dato battaglia. Su tutti i fronti possibili. Anche lei, membro del comitato contro gli assi viari di San Pietro a Vico sabato mattina parteciperà al corteo di protesta che da piazza Aldo Moro a Capannori, con 32 trattori ma anche auto, moto e biciclette, raggiungeranno percorrendo la Pesciatina la circonvallazione a Lucca per poi tornare indietro lungo la via Romana. E durante la tappa di Caffè Tirreno di ieri al bar Achille, in tanti hanno manifestato la loro contrarietà nei confronti di un progetto «che impatta troppo sull’ambiente e che non porterà alcun beneficio alla circolazione dei mezzi».

«Sono sconvolta - dice Raffaella Quilici - la casa con i cinque appartamenti sarà circondata da un anello di cemento che è l’innesto dell’asse col Brennero. Le mie tre case sono tutte interessate da quest’opera che mi causerà un danno di circa un milione di euro. In uno degli appartamenti vive anche il mio nipotino che sarà costretto ad abitare in una casa con le finestre piombate e con un ingresso che sarà raggiungibile solo con una strada alternativa. Mi sento abbandonata e tradita dai politici che non sanno darci una mano».

E a tenere alto il fronte del “no” a questa infrastruttura che dovrebbe essere completata entro il 2023 e il cui progetto ricalca quasi del tutto quanto era stato previsto una decina di anni, ci sono altri due membri del comitato di San Pietro a Vico, Vittorio Conforti e Tiziano Salsini. «La strada sopraelevata non serve per eliminare il traffico dei mezzi che circolano dalla cartiera Cardella, dal molino Casillo, dalla cartiera Pieretti e dalla Toscana ondulati - dice Conforti - a San Pietro a Vico passano 400 tir al giorno. La strada che porta alla cartiera Pieretti e alla Toscana ondulati è a senso unico ma non viene rispettato. Nel piano regolatore del Comune erano state inserite due rotatorie per ridurre il traffico degli autotreni ma a quanto pare non ci sono i tempi di percorrenza perché con questa infrastruttura il limite di velocità sarebbe stato di 20-30 chilometri orari mentre gli assi hanno categoria “C1” e quindi ci si può viaggiare a 60 chilometri orari. Ma la realizzazione di questo progetto non farà altro che portare ancora più traffico a San Pietro a Vico perché chi lo percorrerà potrà uscire o sul Brennero o su via delle Ville. Questa strada serve solo per la Garfagnana e danneggia i cittadini di Lucca». —

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