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Manuele Moriconi, tante foto e mille progetti «Mi piace vedere Lucca da un’altra prospettiva»

Flavia piccinni
 Manuele Moriconi, tante foto e mille progetti «Mi piace vedere Lucca da un’altra prospettiva»

La passione per gli scatti inizia nel 2005. «Ultimamente appoggio la macchina in terra per ritrarre la città dal basso» 

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vite lucchesi

Flavia piccinni

Henri Cartier-Bresson era solito dire: «Una fotografia non è né catturata né presa con la forza. Essa si offre. È la foto che ti cattura». Ed era solito anche affermare: «Le tue prime 10.000 fotografie sono le peggiori».

Non so esattamente quante fotografie abbia scattato nella sua vita Manuele Moriconi, direttore commerciale presso l'azienda di famiglia, con la passione per la macchina da presa e i viaggi, che racconta in un blog (www.toscaniviaggiatori.it) e su una pagina Facebook seguita da oltre 16mila persone.

Non lo so, dicevamo, a quante fotografie è arrivato Moriconi, eppure i suoi scatti – adesso in esposizione in centro storico alla Cranceria – riscuotono un crescente successo fra i lucchesi, che trovano in queste immagini di vita cittadina uno sguardo sulla loro quotidianità.

Moriconi - nato e vissuto a Lucca - «adoro questa città perché la trovo a misura d’uomo» - nel tempo libero realizza anche cortometraggi: «Questa passione è nata dopo aver conosciuto all'associazione Corte Tripoli cinematografica con la quale collaboro in maniera molto attiva. Ogni anno – prosegue - devo inventarmi qualche cosa di nuovo, ho mille idee nella testa e quando ho tempo, ultimamente molto poco, cerco di realizzarle. A Natale ho realizzato un audiolibro per Bambini “Le Favole di Tippy” con la voce dell'attrice Silvia Parenti, che è andato a ruba. Chissà quest’anno cosa mi inventerò? Forse, un’idea ce l'ho, ma si vedrà...».

Misteriosissimo. Tornando alla fotografia, fra i suoi maestri Moriconi annovera Jan Saudek e André De Dienes («di cui ho acquistato dei loro lavori per collezione») e mi racconta di questa passione, che colonizza il suo tempo libero e il suo pensiero cominciando dal momento più emozionante che ricordi: «Sicuramente è stato quando lessi la email che ho ricevuto da "100 Artisti per Emergency" per esporre in sei Gallerie a Londra e donare una mia foto ad Emergency. Una cosa indimenticabile».

Ripensando invece alle origini del legame con la macchina da presa, mi spiega: «Credo che la vera passione sia nata quando mi sono comprato la prima macchina fotografica seria nel 2005. Poi mi sono iscritto ad un corso di fotografia e non ho più smesso di scattare».

Aggiunge, Moriconi: «La fotografia mi deve parlare, mi deve raccontare una storia e poi amo la particolarità. Adoro chi ama azzardare».

Attualmente sta lavorando a un progetto che ha nel cassetto da molto tempo. «Sono oltre tre anni che sta lì, e ora comincia ad essere maturo». Di più non dice («preferisco tenerlo riservato, sicuramente dovrà essere il mio lavoro più importante»).

Di Lucca invece parla volentieri: «Mi ispira spesso. Mi piace vedere Lucca, la mia terra d’origine, da una prospettiva del tutto particolare come nel caso delle mie ultime foto, in cui la macchina è stata volutamente appoggiata per terra per catturare la realtà della città dal basso».

Della nostra città è innamorato: «Lucca mi affascina in ogni angolo. Trovo che sia magica. Non ho nulla da rimproverarle, ma sicuramente ho un'idea che spesso avrei voluto realizzare». Quale? La speranza è che parli. E lui, effettivamente, risponde: «Ci sono tantissimi purtroppo fondi sfitti. Perché non rivalorizzarli, facendo delle gallerie temporanee?». —

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