Giovanni Bertilacchi abbandona la maggioranza dopo l’ennesimo contrasto con il sindaco
VILLA BASILICA. I rapporti si erano già deteriorati da tempo, e nel penultimo consiglio comunale è andato in scena l’ultimo diverbio, rappresentato da una richiesta di chiarimenti al sindaco sul post tempesta di vento del marzo 2015. Più in dettaglio il consigliere ed ex assessore Giovanni Bertilacchi chiedeva di conoscere a chi spettava comunicare ai cittadini le opportunità offerte dai bandi per il ripristino ambientale e se erano state rispettate le procedure sull’occupazione dei terreni privati per gli interventi di sistemazione. In particolare per quanto riguardava la notifica delle ordinanze. Il diverbio su questo tema («La goccia che ha fatto traboccare il vaso», dice il consigliere) ha portato il consigliere ad abbandonare – nell’ultima seduta del consiglio – la maggioranza del sindaco Giordano Ballini («Sono il secondo consigliere a lasciare, ma contrariamente a chi mi ha preceduto, io non mi dimetterò, io resterò in consiglio»).
In realtà i rapporti tra i due erano tesi già da un po’, in particolare sul tema dello smaltimento rifiuti. Bertilacchi aveva presentato un progetto che prevedeva la costruzione di un mini impianto di compostaggio, con benefici sul fronte Tari. Un progetto respinto con forza dal sindaco, accusando il consigliere di muoversi per conto proprio senza condividere con resto della maggioranza: «Veramente – è la versione di Bertilacchi – quel progetto era sostenuto anche dal sindaco, anche se ora pare essersene dimenticato».
Adesso il rapporto è definitivamente interrotto e Bertilacchi, anche con l’approssimarsi della scadenza elettorale amministrativa, annuncia di non aver alcuna intenzione di farsi da parte, anzi: «Io fermo non ci sto. Mi guarderò attorno, confrontandomi con tutti, indipendentemente dall’idea politica. Certo, non sono un uomo di destra, ma in un comune con meno di 2mila abitanti non ha molto senso guardare all’appartenenza partitica, quel che conta sono i problemi reali della gente e del territorio, e alle idee che si hanno per risolverli. Se la gente è stufa, stanca della politica, è proprio perché ogni giorno si va avanti con questo teatrino sterile. Guardiamo piuttosto quali sono i problemi veri e quali si ritengono le soluzioni migliori per risolverli. Quello che è davvero importante è la partecipazione dei cittadini, il loro coinvolgimento». —
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