Attenzione
Europa e migranti, i lavori degli studenti
Il progetto Erasmus Heimatkunde 2.0 ha coinvolto 20 ragazzi del Passaglia: al Moderno l’incontro di chiusura
lucca. “Incontra un’altra cultura. Sii cosmopolita”. Questo lo slogan che ieri mattina ha dominato la platea del cinema Moderno, dove circa 500 studenti si sono dati appuntamento per assistere alla chiusura del progetto europeo Erasmus Heimatkunde 2.0 che quest’anno ha coinvolto 20 allievi del liceo artistico musicale Passaglia di Lucca. Otto sono volati in Ungheria e 12 in Germania per fare un’esperienza di una settimana con alcuni studenti dei due Paesi e realizzare insieme i video che hanno presentato nella mattinata.
Due i focus, di grande attualità, sui quali si sono concentrati i lavori: il futuro dell’Unione europea e come viviamo, oggi, il problema dei migranti. Temi che i ragazzi hanno affrontato con entusiasmo e competenza, portando a termine cortometraggi che invitano alla discussione e fanno riflettere su quella che sarà la società del domani. Coinvolte nel progetto le classi 4E e 4F indirizzo multimediale del liceo diretto dalla professoressa Maria Pia Mencacci che ha collaborato fattivamente all’iniziativa, accompagnando le fasi di preparazione dei lavori, con la supervisione del professor Romano Guelfi, docente di discipline audiovisive e multimediali. Il risultato delle indagini compiute dagli studenti ha portato alla consapevolezza che, per sconfiggere i pregiudizi del cosiddetto “diverso” bisogna assolutamente conoscersi e insieme cercare di superare gli ostacoli, accantonando diffidenza e intolleranza. «Solo così potrà esserci un futuro per l’Unione europea, hanno detto gli studenti dal palco, con la condivisione, il rispetto e l’inclusione, dentro e fuori dalle sue frontiere».
Le opere multimediali sono il frutto del lavoro degli studenti del Passaglia, di concerto con i colleghi del Gymnasium Georgianum di Lingen (Germania) e al Gymnasium Evangélikus Petofi Sandor di Mezoberényi (Ungheria). L’incontro, intervallato dalle esibizioni della band 3 Big Noises, formata da ex studenti del liceo, è stato introdotto dalla professoressa Patrizia Favati, da 17 anni coordinatrice dei progetti europei del liceo, la quale ha spiegato i motivi che dal 2002 inducono sua scuola a impegnarsi con questo tipo di progetti. «Sono molti, ha detto, perché riguardano temi significativi per la costruzione del senso di cittadinanza europea. L’ospitalità reciproca, ad esempio, permette ai ragazzi di conoscere realtà diverse dalla propria. Poi la lingua inglese che ormai unisce tutti i popoli della Terra e infine la possibilità per le famiglie di confrontare i metodi scolastici italiani con quelli europei». Obiettivo centrato, secondo le testimonianze che abbiamo raccolto da alcuni studenti che hanno partecipato all’Erasmus. Come Alice Biagini e Diego Moni che per sei giorni sono stati ospiti in famiglie tedesche «che, dicono, ci hanno accolti come figli, dandoci la possibilità di provare un’esperienza che non dimenticheremo che ci ha resi più maturi e consapevoli. Nicola Elderton invece è stato in Ungheria ed è entusiasta della gentilezza con cui è stato accolto durante il soggiorno nel dormitorio della scuola e nella famiglia che l’ha ospitato «in un Paese, ha detto, completamente diverso dal mio per usi, costumi e monetazione, dove però sono orgoglioso di avere costruito nuove amicizie che spero durino nel tempo». — Rossella Lucchesi
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