Sicurezza
Caso dei diamanti, a Lucca lo sciopero regionale
Si svolgerà nella prima decade di maggio. La protesta dei bancari di Bpm: «Siamo con i clienti»
lucca. È andata in scena ieri mattina davanti al Cattolica Center di Verona la manifestazione di protesta dei dipendenti di Banco Bpm (gruppo in cui è confluita Cassa di Risparmio di Lucca) per lo scandalo dei diamanti. Presidio e volantinaggio, promosso dalle sigle sindacali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin: con queste due azioni i bancari alle dipendenze di Bpm hanno voluto rimarcare la loro posizione nei confronti del gruppo, sanzionato per 3,35 milioni dall’Agcm (Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza) per avere finora rimborsato solo in modo parziale i clienti (molti anche della Lucchesia) che avevano acquistato i diamanti ai suoi sportelli tra il 2011 e il 2016.. Ma la protesta dei bancari non finirà qui, come spiega Andrea Monti della Fisac Cgil. «Prossimamente - annuncia - pensiamo di fare un passaggio amministrativo, la procedura della conciliazione, passaggio propedeutico per la nostra categoria alla dichiarazione di sciopero. Nelle nostre intenzioni c’è di organizzare a Lucca una manifestazione regionale, vorremmo far convogliare qui tutti i bancari toscani. Insieme a noi vorremmo portare anche i nostri clienti, con i quali cercheremo di metterci in contatto». L’idea sarebbe di indire lo sciopero «per la prima decade di maggio - continua Monti -. Organizzeremo autobus da tutti i capoluoghi».
Ieri a Verona, con i dipendenti di Banco Bpm, al presidio c’erano anche le associazioni di consumatori Adiconsum e Federconsumatori.
«Banco Bpm risulta pesantemente coinvolto nello scandalo diamanti, assieme ad altre primarie banche nazionali - spiegano tutti i sindacati che hanno partecipato alla protesta -. Il provvedimento della Procura della Repubblica di Milano ha disposto il sequestro di 84,6 milioni al gruppo per tutelare i risparmiatori coinvolti. Nel bilancio 2017 sono stati accantonati circa 43 milioni per il rischio diamanti. Nel bilancio 2018 ne sono stati accantonati altri 275 per far fronte allo stesso rischio, specificando che “non si può conseguentemente escludere la possibilità che sia necessario procedere a rilevare ulteriori accantonamenti o riprese di valore nei futuri conti economici”. Al 31 gennaio 2019, tuttavia, risultavano utilizzati solo 25 milioni per totali 2.570 conciliazioni. Una scelta che da un lato carica sul bilancio il costo importante di un’assunzione di responsabilità e tutela verso la clientela, ma dall’altro, vista l’esiguità dei reclami chiusi positivamente con un accordo, espone Bpm a un danno reputazionale forse irrecuperabile. Mentre i gruppi concorrenti coinvolti - Intesa, Unicredit e Mps - stanno da tempo rimborsando integralmente i propri clienti ritirando le pietre, banco Bpm offre rimborsi parziali e si rifiugia dietro alle difficoltà legate al fallimento di Idb (Intermarket Diamond Business, ndr)». La protesta inoltre riguarda il piano di Bpm per i manager: dopo avere sospeso i tre top manager coinvolti nell’inchiesta, è stata deliberata l’incentivazione dei primi 150 manager per 5,1 milioni. «Noi teniamo ai nostri clienti - commenta Luca Dalla Pina, coordinatore per Lucca e Massa Carrara di Fabi, sindacato autonomo dei bancari -, sono il nostro pane. Teniamo alla nostra credibilità e alla fiducia dei clienti. Ribadisco la piena buona fede dei dipendenti, essi stessi destinatari delle medesime informazioni trasferite alla clientela, poi rivelatesi omissive ed ingannevoli». —
Barbara Antoni
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