Il Tirreno

Lucca

“Beatrice La Visionaria”: la mostra come un viaggio, in 108 tele e immagini

Barbara Antoni
“Beatrice La Visionaria”: la mostra come un viaggio, in 108 tele e immagini

Fino al 14 aprile nel palazzo espositivo della Fondazione Bml (tutti i giorni eccetto il lunedì)

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Centootto opere, comprese le fotografie di Beatrice Brigante scattate da amici professionisti dell’ottava arte. Una stanza intera di scatti, nella sala che si affaccia su via del Molinetto, che sono una dedica, un omaggio, all’amica amata. Ritraggono una Beatrice misteriosa, ma anche eclettica, piena di fascino, lo sguardo inafferrabile. Beatrice artista, con la A maiuscola, che usa anche il suo corpo come una tela, con i tanti tatuaggi, come un’opera d’arte corale esso stesso.

“Beatrice La Visionaria”, terzo percorso (dopo la mostra nella chiesa di Santa Giulia e quella nella casermetta San Frediano) tra le opere della giovane artista lucchese scomparsa prima di compiere 32 anni, è un viaggio che rapisce, cattura il visitatore e la sua emotività. Una mostra su più piani, anche fisici, all’interno del palazzo espositivo della Fondazione Banca del Monte in piazza San Martino. Ad accogliere chi entra nel percorso espositivo c’è la carrellata dei ritratti di donna. La bocca è quasi sempre quella, carnosa ed evidente, così come gli zigomi pronunciati: ma le declinazioni sono infinite, determinate dal colore dei capelli e dall’acconciatura, dai grandi occhiali ovali. La donna con i capelli ispidi, verdi come quelli di una Medusa; la donna con le treccine stilizzate, quasi steli, che terminano in piccoli e deliziosi fiori rossi. Tantissime donne.

La pittura di Beatrice Brigante, sempre di più, grazie al panorama di opere più vasto offerto da questa mostra (orario 15,30 – 19, tutti i giorni chiuso il lunedì, ingresso libero) dà il senso dell’azione del narrare. Una narrazione introspettiva, che lascia trasparire i colori dell’anima dell’autrice, i momenti bui e il dolore, così come la gioia. Ci sono disegni nello stile del fumetto: i personaggi parlano dalle nuvolette, sono spesso – la protagonista femminile soprattutto – dissacranti, ironici, terribilmente veri. L’ironia, sì. Molte opere di Beatrice Brigante, nella mostra nata da un progetto della Fondazione Banca del Monte con il liceo artistico e musicale Passaglia (allestita da Allestend) – esprimono un’ironia raffinata. Come i cartoncini con i segni zodiacali, esposti per la prima volta. Una narrazione anche descrittiva di situazioni che raccontano la vita di Beatrice, episodi come il concerto di Nick Cave al Summer Festival, le persone incontrate sul suo cammino, i suoi amori.

Molte persone hanno visitato la mostra da quando, il 16 marzo, è stata aperta. L’hanno visitata anche molti studenti, si sono soffermati sui suoi quadri. Roberta Davini, la mamma di Beatrice, sempre presente nei giorni di apertura della mostra, si è soffermata con tutti, li ha ascoltati. È lei ad accompagnarmi tra le stanze e le opere, a ricordare quando Beatrice disegnò quella e l’altra, cosa faceva in quel periodo. «Mi domando perché – dice Roberta a mezza voce -, qui doveva esserci Beatrice, non io». La mostra è bellissima: c’è poco tempo per vederla. Fino a domenica 14 aprile, una settimana. Per chi non l’avesse ancora vista, meglio non aspettare. —





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