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Dieci milioni per la nuova vita di Palazzo Ducale: c’è il progetto

Barbara Antoni
Dieci milioni per la nuova vita di Palazzo Ducale: c’è il progetto

Menesini: «È l’unica reggia napoleonica in Italia. Può diventare un’importante attrazione per il territorio» 

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Dieci milioni per rendere Palazzo Ducale un luogo attrattivo dal punto di vista turistico, in virtù di uno status di cui gode nero su bianco: «Essere in realtà l’unica reggia napoleonica in Italia». Scandisce le parole e con un certo orgoglio Luca Menesini, presidente della Provincia. Con un decreto deliberativo, il 2 aprile, ha approvato il masterplan che contiene uno studio accurato sulla “rifunzionalizzazione” di Palazzo Ducale. Costo complessivo dell’intervento: 10.100.500 euro. Il masterplan è stato realizzato grazie a un contributo della Fondazione Banca del Monte, che lo ha commissionato a Promo.Pa; project manager l’architetto Simona Velani.

«Vogliamo dare una nuova funzione a Palazzo Ducale. Essere l’unica reggia napoleonica in Italia gli conferisce una potenzialità attrattiva importante. In questa logica, l’auspicio è che il turista dica “vado a Lucca perché c’è palazzo Ducale», aggiunge il presidente della Provincia.

Gli interventi non sono da poco. Punto primo: il tetto, completamente da rifare. Oltre a necessità di interventi interni e a un massiccio ripensamento degli spazi. Menesini pensa già a come e dove reperire i fondi: «L’idea è di attivare enti pubblici e fondazioni banacarie, ma anche di partecipare a bandi europei - spiega -. Puntualizzo che Palazzo Ducale beneficia dell’Art Bonus, quindi sgravi fiscali per i privati che contribuissero per i lavori. Per gli interventi, procederemo per lotti funzionali».

Lo studio di Promo Pa, per Menesini, «è un progetto che potrebbe andare bene», essere definitivo insomma. «Ma non è da escludere - aggiunge - un ripensamento sulla collocazione della Prefettura. Che potrebbe trovare in Palazzo Pretorio, negli spazi dell’ex Autorità di Bacino, una sede alternativa a quella in Palazzo Ducale. Sono tutte riflessioni da fare. Anche quella su quale sfida vuole cogliere Lucca. Palazzo Ducale può alzare molto la qualità del turismo della città e del territorio. Abbiamo un grande gioiello e lo dobbiamo valorizzare: deve diventare un palazzo vivo».

Partendo dall’assunto che Palazzo Ducale «debba rimanere un luogo di uso pubblico, proseguendo nelle sue funzioni per la cittadinanza, siano esse il governo della città e attività connesse», la proposta progettuale di Promo Pa punta a implementare un approccio più accogliente dell’edificio nei confronti del visitatore. In questa ottica, viene spiegato nello studio adottato dalla Provincia, «l’area caffetteria - bookshop potrebbe costituirsi come campo base da cui partire alla scoperta delle attività interne, ma anche del territorio, prevedendo una gestione imprenditoriale dei servizi di accoglienza, visita, guida eccetera». E così, al piano terra il palazzo verrebbe destinato al territorio, liberando parte di entrambi i cortili (cortile degli Svizzeri e cortile Carrara), riaprendo i portici, organizzando sale polifunzionali utili all’accoglienza dei gruppi, per piccole mostre e riunioni». Al piano terra nella proposta è contenuta anche l’ipotesi delle botteghe artigiane, ma facendo attenzione a non fare un doppione di altri edifici (come Manifattura e Carmine). Sempre secondo lo studio, al piano terra andrebbe la polizia provinciale. Viene inoltre ritenuto opportuno «ripensare il percorso del Museo del Risorgimento e del Museo cresci per l’emigrazione»; l’Istituto storico della Resistenza poi dovrebbe avere una sede adiacente ai due musei. Il clou del progetto riguarda però l’apertura e l’ampliamento del percorso monumentale per ricostituire l’ottocentesca Reggia Napoleonica, con doppia destinazione: culturale istituzionale e per eventi. Gli uffici amministrativi dell’ente invece potrebbero trovare posto nel mezzanino del palazzo. —

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