Sicurezza
Dieci milioni per la nuova vita di Palazzo Ducale: c’è il progetto
Menesini: «È l’unica reggia napoleonica in Italia. Può diventare un’importante attrazione per il territorio»
Dieci milioni per rendere Palazzo Ducale un luogo attrattivo dal punto di vista turistico, in virtù di uno status di cui gode nero su bianco: «Essere in realtà l’unica reggia napoleonica in Italia». Scandisce le parole e con un certo orgoglio Luca Menesini, presidente della Provincia. Con un decreto deliberativo, il 2 aprile, ha approvato il masterplan che contiene uno studio accurato sulla “rifunzionalizzazione” di Palazzo Ducale. Costo complessivo dell’intervento: 10.100.500 euro. Il masterplan è stato realizzato grazie a un contributo della Fondazione Banca del Monte, che lo ha commissionato a Promo.Pa; project manager l’architetto Simona Velani.
«Vogliamo dare una nuova funzione a Palazzo Ducale. Essere l’unica reggia napoleonica in Italia gli conferisce una potenzialità attrattiva importante. In questa logica, l’auspicio è che il turista dica “vado a Lucca perché c’è palazzo Ducale», aggiunge il presidente della Provincia.
Gli interventi non sono da poco. Punto primo: il tetto, completamente da rifare. Oltre a necessità di interventi interni e a un massiccio ripensamento degli spazi. Menesini pensa già a come e dove reperire i fondi: «L’idea è di attivare enti pubblici e fondazioni banacarie, ma anche di partecipare a bandi europei - spiega -. Puntualizzo che Palazzo Ducale beneficia dell’Art Bonus, quindi sgravi fiscali per i privati che contribuissero per i lavori. Per gli interventi, procederemo per lotti funzionali».
Lo studio di Promo Pa, per Menesini, «è un progetto che potrebbe andare bene», essere definitivo insomma. «Ma non è da escludere - aggiunge - un ripensamento sulla collocazione della Prefettura. Che potrebbe trovare in Palazzo Pretorio, negli spazi dell’ex Autorità di Bacino, una sede alternativa a quella in Palazzo Ducale. Sono tutte riflessioni da fare. Anche quella su quale sfida vuole cogliere Lucca. Palazzo Ducale può alzare molto la qualità del turismo della città e del territorio. Abbiamo un grande gioiello e lo dobbiamo valorizzare: deve diventare un palazzo vivo».
Partendo dall’assunto che Palazzo Ducale «debba rimanere un luogo di uso pubblico, proseguendo nelle sue funzioni per la cittadinanza, siano esse il governo della città e attività connesse», la proposta progettuale di Promo Pa punta a implementare un approccio più accogliente dell’edificio nei confronti del visitatore. In questa ottica, viene spiegato nello studio adottato dalla Provincia, «l’area caffetteria - bookshop potrebbe costituirsi come campo base da cui partire alla scoperta delle attività interne, ma anche del territorio, prevedendo una gestione imprenditoriale dei servizi di accoglienza, visita, guida eccetera». E così, al piano terra il palazzo verrebbe destinato al territorio, liberando parte di entrambi i cortili (cortile degli Svizzeri e cortile Carrara), riaprendo i portici, organizzando sale polifunzionali utili all’accoglienza dei gruppi, per piccole mostre e riunioni». Al piano terra nella proposta è contenuta anche l’ipotesi delle botteghe artigiane, ma facendo attenzione a non fare un doppione di altri edifici (come Manifattura e Carmine). Sempre secondo lo studio, al piano terra andrebbe la polizia provinciale. Viene inoltre ritenuto opportuno «ripensare il percorso del Museo del Risorgimento e del Museo cresci per l’emigrazione»; l’Istituto storico della Resistenza poi dovrebbe avere una sede adiacente ai due musei. Il clou del progetto riguarda però l’apertura e l’ampliamento del percorso monumentale per ricostituire l’ottocentesca Reggia Napoleonica, con doppia destinazione: culturale istituzionale e per eventi. Gli uffici amministrativi dell’ente invece potrebbero trovare posto nel mezzanino del palazzo. —
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