Il Tirreno

Lucca

terremoto a san macario 

Scuola materna a rischio: scontro fra genitori e parroco

Barbara Antoni
Scuola materna a rischio: scontro fra genitori e parroco

3 MINUTI DI LETTURA





lucca. C’è un terremoto che scuote la comunità di San Macario in Piano: l’epicentro è la materna San Giovanni Bosco, scuola dell’infanzia (per 18 piccoli) oltre che doposcuola per i bimbi più grandi (circa 12): una struttura estremamente radicata nella comunità, con una storia più che trentennale. E anche un luogo di fondamentale importanza per bimbi e loro famiglie: la sede si trova in una colonica di proprietà della parrocchia di là, guidata da don Marek Roman Labuc. La gestione è della cooperativa Giovanni Paolo II, che si avvale di tre insegnanti e una cuoca per la conduzione della struttura. Ma la cooperativa ha annunciato che lascerà dal 30 giugno 2019.

«Appena abbiamo saputo che la cooperativa se ne sarebbe andata, abbiamo sentito il parroco per sondare la sua disponibilità qualora si fosse trovata un’altra cooperativa - spiega Claudia Bianchini, rappresentante dei genitori della Don Bosco - per la gestione della scuola. Il parroco ha detto di sì e la nuova cooperativa si è trovata: sarebbe disposta a mettere in piedi anche un asilo nido oltre ad attivare una collaborazione con esperti dell’età evolutiva. Ma a quel punto don Marek ha detto di no, che non avrebbe affittato l’edificio alla nuova cooperativa. È il comitato economico della parrocchia che preferisce trasformare la scuola in centro parrocchiale, oratorio, doposcuola e attività collegate. Così facendo San Macario perderà un servizio importante e quindi non attrarrà più le giovani famiglie».

I genitori sono decisi a dare battaglia: di perdere la scuola proprio non vogliono sentirne. La rappresentante racconta che è già stata interessata al caso l’amministrazione comunale e i genitori stanno anche dando il via a una raccolta di firme contro la decisione della parrocchia. «Don Marek ci ha detto che tutto il paese di San Macario è al corrente della vicenda, ma non ci crediamo». Così, oltre ai moduli per la raccolta firme, hanno preparato anche dei volantini nei quali raccontano la storia della materna che rischia di chiudere: scuola che era stata voluta con forza dal sacerdote che la fondò, monsignor Picchi. Nel volantino si parla anche delle quattro operatrici (le insegnanti e la cuoca, appunto) per le quali il posto di lavoro è in bilico.

Fibrillazione, insomma. Intanto don Marek motiva la sua posizione. «La cooperativa che ha gestito l’asilo finora ha spostato la sua attività a Lucca e, di conseguenza, lo stabile rientra nel possesso della parrocchia. Non ci sono più le condizioni per continuare l’attività di asilo per tanti motivi ma soprattutto a causa di un numero insufficiente dei bambini. L’ha ammesso anche la società che si è proposta per subentrare. Quest’ultima vorrebbe incrementare gli introiti attraverso altre attività di tipo ambulatoriale: una proposta commerciale. Bisogna voltare la pagina e guardare ai reali bisogni della comunità. Ci manca un centro pastorale per bambini, ragazzi, anziani. Un centro in cui il volontariato dei giovani, le attività della Scuolina Raggi di Sole, i progetti educativi, i laboratori, l’orto sociale possano prendere forma a beneficio di tutti», sostiene. —

Barbara Antoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze