Sicurezza
Una folla all’addio di Massimiliano Morto a soli 31 anni
BARGA. Due famiglie, due comunità, due parroci, due giovani vite che resteranno per sempre senza il loro punto di riferimento. C’è un leit motivo che si è ripetuto spesso per l’ultimo saluto a Massimiliano Lenzi, il giovane fornacino morto venerdì sera a Firenze per una complicazione giunta dopo una forte influenza. Un saluto veloce, ma toccante. Anche la pioggia ha fatto da ideale cornice alla tristezza che si leggeva sui volti delle tante persone che hanno voluto partecipare al funerale. La chiesa di Cristo Redentore si è rivelata piccola per contenere amici e semplici conoscenti di Massimiliano.
A celebrare la funzione, il parroco dell’Unità pastorale del fondovalle don Giovanni Cartoni, e don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia, comune dove il ragazzo viveva da qualche mese con la giovanissima compagna Sandy Rossi e il figlio di soli cinque mesi.
In prima fila Lido Lenzi e mamma Nicoletta, i genitori di Massimiliano visibilmente provati da questo lutto che ha tolto loro l’unico figlio. Provati come Sandy e la sua famiglia, che da qualche anno avevano accolto con gioia quel ragazzo senza grilli per la testa e che voleva creare un futuro per la sua compagna e il figlio, che proprio in queste settimane avrebbe dovuto ricevere il battesimo. E invece, il destino ha scelto diversamente, e solo l’esito dell’autopsia potrà chiarire con certezza le cause di questo decesso.
«Oggi è normale, è comprensibile sentirsi abbandonati, ma la nostra fede ci può dare consolazione perché Dio non ci abbandona – ha detto don Giovanni nella sua omelia – Massimiliano di sicuro non è stato abbandonato, ma con tenerezza è stato accolto ora». Il feretro di Massimiliano Lenzi è stato accompagnato e sepolto nel cimitero di Barga, e ora l’unica ragione di vita per tutti coloro che hanno vissuto attorno allo sfortunato giovane, resta da quel bambino al quale qualcuno, presto o tardi, dovrà raccontare un’amara verità. —
Nicola Bellanova
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