Il Tirreno

Lucca

DAL GIUDICE DEll’UDIENZA PRELIMINARE 

Sequestrata e stuprata, il giovane aguzzino condannato a 8 anni

Luca Tronchetti

Il diciannovenne è in carcere da 16 mesi per aver picchiato la ragazza procurandole la lesione al timpano di un orecchio

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Otto anni di carcere nonostante la riduzione di un terzo della pena per la scelta del rito abbreviato. Una condanna esemplare quella del giudice Simone Silvestri nei confronti di Kledian Hoxhaj, 21 anni, origini albanese, ma da tempo residente in Lucchesia, da 16 mesi recluso nel penitenziario di Prato. D’altronde le accuse erano di quelle da far tremare i polsi: stupro, sequestro di persona, lesioni gravi, violenza privata, minacce. Ma nonostante la lunga detenzione (l’arresto della squadra Mobile della polizia risale al 21 novembre 2017) il giovane ha ripetuto di non aver abusato della ragazza e che quella notte nella sua stanza presa in affitto non ci fu alcun rapporto sessuale.

I FATTI

Una storia che vede protagonisti due adolescenti: lui 19 anni, lei appena maggiorenne. Si frequentano e poi nella notte tra il 20 e il 21 novembre, il giovane albanese progetta una notte d’amore. Ma una volta aver convinto lei a seguirlo nella stanza dell’affittacamere in cui vive nella periferia cittadina quel giovane diventa una belva feroce. Blocca la diciottenne e la immobilizza al letto, la priva della sua libertà rinchiudendola a chiave nella sua stanza per impedire di allontanarsi e di usare il cellulare per chiedere aiuto. Per ottenere la prestazione sessuale inizia a percuoterla. Botte e pugni. E la colpisce anche con un bastone cagionandole la sospetta frattura del polso sinistro, escoriazioni, ematomi e pesanti tumefazioni in ogni parte del corpo. Poi la stringe alla gola, la colpisce nuovamente .

TIMPANO ROTTO

Soprattutto con il bastone le procura una lesione permanente al timpano dell’orecchio sinistro con perdita totale dell’udito. Un danno permanente con conseguenze che cambiano completamente la vita della ragazzina. Per lei quel ragazzo di un anno più grande era visto come una sorta di Principe Azzurro.

Hoxhaj era già finito in manette anni prima per una rapina ai danni di una commerciante cinese avvenuta a Zocca (Modena). Per questo motivo, dopo l’arresto, gli era stato revocato il permesso di soggiorno ed era stato sottoposto ad obbligo di dimora. Dopo l’arresto per la violenza sessuale effettuato dalla squadra Mobile, l’albanese si era difeso sostenendo una tesi diametralmente opposta a quella dell’accusa: era lui che si era difeso dalla furia di lei che lo aveva picchiato con un bastone. E a supporto della sua tesi, assai fuorviante, aveva allegato un certificato medico in relazione ai lividi e alle ecchimosi in alcune parti del corpo. Stando alla polizia la ragazzina era affetta dalla Sindrome di Stoccolma che si manifesta in alcuni episodi di violenza fisica, verbale e psicologica quando un soggetto debole prova un sentimento positivo nei confronti dell’aggressore che può spingersi sino alla sottomissione volontaria instaurando una sorta di intesa tra vittima e carnefice. —

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