Il Tirreno

Lucca

CAPANNORI 

Cinese aggredito fuori dal bar Sara, due donne condannate in abbreviato a giudizio i protagonisti del pestaggio

Luca Tronchetti

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Con uno stratagemma due donne lo attirarono fuori dal locale e una volta all’esterno venne colpito da due uomini che utilizzarono un pezzo di ferro e una bottiglia per poi picchiarlo selvaggiamente con pugni e calci procurandogli lesioni giudicate guaribili in 40 giorni. Accadde il giorno 8 dicembre 2016 fuori dal bar Sara sulla via Pesciatina a Lunata e vittima del brutale pestaggio fu Zheng Bo, 35 anni, cinese, gestore dell’esercizio commerciale posto accanto alla rotonda, che venne ridotto ad una maschera di sangue. Dalle indagini svolte dai carabinieri di Capannori emersero evidenti responsabilità di almeno quattro persone (una quinta non è mai stata identificata) tutte rinviate a giudizio con l’accusa di lesioni aggravate. Ieri mattina di fronte al giudice Simone Silvestri hanno chiesto di essere giudicate con rito abbreviato le due donne accusate di aver fatto uscire dal bar il commerciante cinese. Si tratta di Adriana Buralli, 52 anni, nata a Lucca e Gina Casali, 49 anni, residente in via della casa comunale, entrambe assistite dall’avvocato Carlo Alessandro Vaira. Entrambe sostenevano di essersi trovate a passare da lì in quel frangente e di non aver partecipato minimamente all’aggressione. Una versione che non è stata creduta dal gup che le ha condannate a due anni e due mesi di reclusione. Per l’accusa, retta dal sostituto procuratore Lucia Rugani, ad incastrarle sarebbero state le telecamere di sorveglianza del locale. Sono stati rinviati a giudizio e saranno processati per lo stesso reato di lesioni gravi Marini Rakipaj, 26 anni, albanese, residente in via Romana a Capannori, assistito dall’avvocato Francesca Del Carlo e Ezzitouni Jarmouni, 30 anni, origini marocchine, domiciliato in via del Pelo a Capannori, difeso dall’avvocato Letizia Stagi. Stando ai carabinieri poco dopo le 22 dell’8 dicembre del 2016 il barista cinese venne colpito alla testa da una bottiglie e da un pezzo di ferro. Soccorso e trasportato in ospedale da una connazionale a Zheng Bo, persona robusta e in grado di farsi valere con avventori alticci e rissosi, vennero riscontrate dai sanitari un trauma cranico, contusioni multiple, la frattura leggermente scomposta dell’ulna dell’avambraccio. Prognosi superiore ai 40 giorni. Secondo l’accusa il commerciante venne colto di sorpresa in una sorta di agguato pianificato per impartirgli una lezione.

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