Attenzione
Linda Bimbi, un’esistenza dedicata ai diritti umani
Lucchese, a 27 anni partì come missionaria in Brasile. Fu minacciata dal regime dopo il golpe del 1964. Oggi alle 17 viene ricordata al Cred
lucca. Linda Bimbi, la donna che ha dedicato tutta la sua esistenza ai diritti umani. Aveva da poco compiuto 91 anni quando morì, tre anni fa, nella sua città adottiva, Roma. Lei, lucchese di nascita, dopo la formazione al liceo classico Machiavelli, sotto la preziosa presenza del professore Colli, a 27 anni, nel 1952, decise di partire come missionaria in Brasile. La fede la portò a entrare nella congregazione e a impegnarsi a tutto tondo nell’educazione, sperimentando, nei collegi per i figli dell’élite prima e nelle favelas dopo, le nuove metodologie del pedagogista brasiliano Paulo Freire. Oggi (mercoledì 3 aprile) verrà ricordata al Cred, in sala Maria Eletta Martini (via Sant'Andrea), alle 17: il coraggio dei diritti, questo il titolo che è stato scelto per raccontare la vita e le scelte di Linda Bimbi. Scelte mai scontate, mai semplici, come spiegheranno l'assessora Ilaria Vietina, il consigliere comunale Daniele Bianucci, la dirigente scolastica del Machiavelli, Iolanda Bocci, Franco Ippolito, presidente della Fondazione Lelio e Lisli Basso, Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale permanente dei popoli e Andrea Mulas, della Fondazione Basso.
Dopo il golpe brasiliano del 1964 Linda fu vittima di un’azione repressiva governativa. Il suo lavoro la rese sospetta agli occhi dei militari che presero il potere. Subì minacce dal regime e pressioni perché abbandonasse l’impegno politico e si occupasse solo della questione spirituale. Fu allora che il gruppo di suore strettesi intorno a Linda lasciarono la congregazione originaria per condurre una vita sempre ispirata alla scelta religiosa, pur in atteggiamento di laicità e di inserimento nella vita quotidiana. Le minacce, la persecuzione, il rientro in Italia, le incomprensioni, non misero fine al suo lavoro di cristiana in prima linea per la giustizia: trentatré consorelle tornarono in Italia e si reinserirono nella società civile portando avanti l'attivismo politico. «Ricordare oggi Linda Bimbi non è solo un'azione che riguarda il passato – spiega Vietina -, le sue azioni, le sue idee, i suoi valori sono di un'attualità unica. Tanto più di fronte a un presidente brasiliano, Bolsonaro, che pochi giorni fa ha ordinato che il 31 marzo, 55º anniversario del golpe del 1964, venissero organizzate celebrazioni ufficiali. Linda Bimbi ci ha mostrato, con testimonianze raccolte sul campo, cosa abbiano significato per il Brasile quegli anni di dittatura, violenza e persecuzioni. E ci insegna che approfondire il campo dei diritti è un esercizio irrinunciabile». Decisivo fu l'incontro di Linda con Lelio Basso, esponente della resistenza antifascista, politologo e giurista che negli anni ’60 realizzò il primo tribunale di opinione, il Tribunale Russell. Linda Bimbi lo affiancò nel Secondo Tribunale Russell, che si occupò dei crimini commessi durante le dittature del Sudamerica. Il lavoro di Linda e Basso proseguì ne gli anni ’70, si concentrò sulla promulgazione della Dichiarazione di Algeri (la Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli) e proseguì dopo la morte di Basso nel Tribunale permanente dei popoli. «Il suo impegno non può andare perduto – continua Vietina -, non a Lucca. Per questo vogliamo creare l'Osservatorio permanente sui diritti e intitolare a Linda Bimbi una sezione specifica. Coinvolgeremo inoltre gli studenti lucchesi in un percorso sugli insegnamenti di Linda». —
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