Attenzione
Casermette, orari ridotti delle aperture È un’impresa l’accesso ai bagni pubblici
Solo Porta Elisa, San Colombano e San Salvatore hanno attività che accolgono clienti e visitatori mattina e pomeriggio
Itinerario con partenza e arrivo da Porta Elisa. Mattinata sulle Mura, oltre 4 chilometri. Sopralluogo alle casermette daziarie, gli avamposti per l’ingresso in città.
Sembrano tutte occupate da qualche tipo di associazione o attività. Sulle pareti esterne, cartelloni e insegne. Ma poche sono aperte, o perlomeno restano aperte in giorni ed orari stabiliti. I gestori, sulla targhetta plastificata all’ingresso degli edifici, consentono “l’accesso libero ai servizi igienici”, scritta in italiano e inglese. Accesso libero, d’accordo, ma quando il portone è spalancato, e non capita sempre.
C’è un ufficio di informazione turistica, a Porta Elisa. Orario esteso per la stagione - fino al 28 ottobre - dalle 9,30 alle 19. Lo gestisce l’associazione Strada del vino e dell’olio Lucca, Montecarlo e Versilia. Locali ben tenuti. Alla casermetta di San Salvatore un bar e ristoro con tavolini all’aperto pure sul retro. Per usufruire del bagno, scatta la consumazione. Di fronte c’è la Casa del Boia. È quasi sempre aperta, con pausa pranzo dalle 13 alle 15,30, “La bottega del mondo”, commercio equo solidale, piccolo spaccio alla casermetta piccola di San Colombano, fondo in concessione all’associazione cooperativa Solidando Onlus.
Lo storico Museo della Zecca è a San Donato: accoglie i visitatori dalle 10 alle 16 il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9,30 alle 12,30 il martedì e giovedì. Per entrare, serve un biglietto (che dà accesso anche al bagno). È chiaro che gli ambienti sono frequentati e dunque curati. Alla vista esterna – il portone è chiuso – non sembra lo stesso per Santa Croce, assegnata all’associazione Casa delle Sette Arti, presente nei pomeriggi (dalle 16) e durante la mattina solo il venerdì e il sabato. Adesso di fronte ci sono delle transenne provvisorie, che partono dal baluardo di San Donato, posizionate per la manifestazione VerdeMura, che si tiene nel fine settimana.
Va peggio alla casermetta di San Paolino, sede della Casa dei diritti dei bambini. Non c’è anima viva e la targa fissa alla parete è trasparente, senza alcuna scritta. Non si conoscono gli orari, anche del bagno. A San Frediano, già la rampa d’accesso in ferro scuro è una forzatura, l’impatto è notevole. Sull’insegna si legge: “Art Town – Collezione d’arte della città”. Ma anche qui è tutto sprangato, non serve a niente bussare. Ancora sulla promenade, tra ciclisti, chi fa footing, giovani sul risciò, chi tiene al guinzaglio fido. Alla Porta Santa Maria l’apertura è pomeridiana (dalle 15) e notturna (fino a mezzanotte e mezzo): ci giocano gli appassionati di bridge e burraco, iscritti o no alle due associazioni sportive della città. Insomma, va meglio.
Avvicinandoci a Porta Elisa, per il rientro, le casermette di San Martino (soprattutto) e San Pietro lasciano una qualche sensazione di trascuratezza. Nella prima ci dovrebbero essere “Le stanze del sogno”, cioè un percorso tra costumi e spezzoni di scenografie nel lavoro trentennale del Teatro del Carretto. Neppure a dirlo, è tutto sbarrato, gli orari di apertura non sono indicati. San Pietro è invece in concessione all’associazione Compagnia Balestrieri Lucca, che si fa viva (escluso sabato e domenica) dalle 21 alle 23,30. Anche qui, c’è libero accesso ai servizi igienici. —
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