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Lucca

dopo il congresso di verona 

“Omofobia”: la canzone che ironizza sull’uomo macho

N.N.
“Omofobia”: la canzone che ironizza sull’uomo macho

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lucca. Dodici coristi bendati, rigidamente divisi in sei uomini e sei donne, cantano disposti ai lati di una torta nuziale (simbolo della famiglia tradizionale): a dirigerli c'è un severissimo direttore d'orchestra. È il videoclip di “Omofobia”, tratto dall'omonimo singolo del cantautore Alfredo Marasti, che anticipa l'uscita del suo prossimo album.

Il testo della canzone, volutamente provocatorio, incita al rifiuto di qualsiasi mentalità intollerante e dogmatica «con un implicito ma evidente riferimento al Congresso della famiglia di Verona», dice l’artista di Pescia, regista e professore, nel 2006 vincitore a soli 16 anni del Premio De André (finalista anche nel 2010) e nel 2013 del premio Musicultura con “Canzone per Mario”, dedicata allo scomparso Mario Monicelli.

«Poi improvvisamente, a causa di un incidente, i coristi iniziano a togliersi la benda e vedono la realtà con i propri occhi e danno luogo ad una piccola rivoluzione - racconta l'autore - volevo provocatoriamente suggerire un clima festoso così ho scelto ritmi latino-americani per parodiare l’uomo macho. Poi ci siamo ispirati un po’ al King Herod di Jesus Christ Superstar e a Let’s twist again di Peppino Di Capri». Un video fresco e pungente che ha una regia lucchese, quella del videomaker Simone Rabassini, premiatissimo con il "Sogno d'oro" (e di recente i corti per la Croce Verde e i 70 anni della Costituzione), scritto da Alfredo Marasti in collaborazione con Tiziano Rovai del gruppo teatrale I Postumi, da cui provengono tutti gli attori che hanno partecipato alle riprese.

La canzone è disponibile su Spotify e YouTube. Rime baciate che sono un attacco al conformismo dilagante e all’'involuzione culturale sul tema dell'omosessualità. “Omofobia! Omofobia! L’importante è avere tatto e cortesia. Li ammiri, li rispetti e poi li tolleri e comprendi, e ti fa schifo se si bacian per la via”, è l'inizio della canzone che chiude “l’importante è stare ognuno a casa sua. E poi vi è il capitano della nave del futuro con il Medioevo dritto sulla prua"”. Il giovane cantautore da anni frequenta l'ambiente artistico lucchese. «Lucca è molto vivace e aperta a intercettare energie nuove. C'è un buon movimento soprattutto nel mondo del teatro amatoriale». — N.N.

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