Il dolore
Confermata la condanna a 10 anni per lo stalker che violentò la sua ex
PISTOIA. In quel parcheggio credeva di aver trovato la salvezza. Un luogo sicuro alla vista dove pensava che il suo ex non l’avesse trovata. Ma si era sbagliata, non sapeva che il suo stalker le aveva piazzato sull’auto un localizzatore gps. E lì l’aveva aggredita e violentata. Era la notte tra il 31 marzo e il primo aprile 2016. Ieri, a distanza di tre anni, la Corte d’Appello di Firenze ha confermato in pieno la sentenza dalla pesantezza esemplare con cui il tribunale di Pistoia, il 5 aprile dello scorso anno, aveva condannato a 10 anni di reclusione il cinquantasettenne personal trainer di Borgo a Buggiano (da due anni detenuto, non ne pubblichiamo il nome per tutelare l’anonimato della vittima) accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti dell’ex fidanzata. Vittima della violenza, una donna di 35 anni originaria della Lucchese e oggi residente in un comune dell’Empolese, a casa dei genitori, dove si era rifugiata dopo l’inizio della persecuzione da parte del suo ex. Che, oltre al carcere, è stato condannato al risarcimento dei danni materiali e morali nei confronti della parte civile con una provvisionale immediatamente esecutiva di 20mila euro. Teatro dell’aggressione un pub tra località Masotti e Serravalle Pistoiese, lungo la via Lucchese. Quella sera la ragazza era andata a Pistoia per bere un aperitivo. Ma all’uscita dal locale aveva visto l’auto dell’ex che, per averla perseguitata seguendola, anche in quel caso, grazie ad un gps, era già stato arrestato e condannato. Per calmarsi aveva aspettato a casa di un amico sino a mezzanotte. Poi si era rimessa in marcia per tornare a casa. Ma non riusciva a guidare e aveva accostato nel parcheggio. Lì avvenne la violenza. —
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