Il dolore
Cento ettari andati in fumo, e il rogo prosegue
Nonostante due elicotteri e tre Canadair i boschi continuano a bruciare, operazioni sospese ieri sera e stamani si riparte
È una battaglia senza fine: i boschi sui monti di Lugliano continuano a bruciare e, ormai, siamo a una stima di circa 100 ettari di territorio attraversato dalle fiamme.
Dopo aver sospeso le operazioni a causa dell’oscurità domenica sera, ieri mattina all’alba sul posto sono ritornati gli elicotteri e gli aerei per cercare di spegnere l’incendio dall’alto, l’unico modo possibile per intervenire, dal momento che l’incendio, che si è sviluppato in località La Calda, ha interessato un’area difficilissima da raggiungere via terra. Accanto ai due elicotteri della Regione sul posto sono intervenuti prima uno, poi due e, a un certo punto, addirittura tre Canadair, per cercare di bloccare il fuoco. Un’impresa che ben presto si è rivelata difficilissima. Il vento, e soprattutto la vegetazione secca per via della prolungata siccità, hanno favorito il propagarsi del fuoco, nonostante gli immensi sforzi di tutto il personale impegnato sul posto, sia in cielo, sia, per quanto fosse possibile operare in quelle condizioni, via terra. Vigili del fuoco, personale dell’Unione dei Comuni della Mediavalle e le squadre del Coordinamento Volontariato Toscano, provenienti anche da diverse zone della regione, hanno cercato di avvicinarsi il più possibile vicino ai vari fronti del fuoco (ormai dilagato in più direzioni), muovendosi attraverso un territorio impervio, con pochi sentieri e ancor meno strade.
Alla fine però, come accaduto domenica sera, anche ieri, al calar del sole, elicotteri e aerei sono dovuti rientrare alla base (pronti a intervenire nuovamente questa mattina), e non resta altro da fare che osservare da lontano, inermi e carichi di rabbia, il fuoco che continua a mangiarsi castagneti e abetaie, sperando che arrivi presto il giorno.
Sull’origine dolosa di quel fuoco i dubbi sono ormai pochissimi: l’incendio si è sviluppato dopo le 20 di sabato (quando era ancora in vigore l’ora solare, quindi era già buio), e a quell’ora è quantomeno improbabile che vi sia qualcuno ad accendere fuochi per pulire un campo. E, del resto, in quella zona (impervia come detto) nemmeno ci sono poderi da pulire. Inoltre, stando alle prime testimonianze, sarebbero almeno due i punti di partenza del fuoco. Un po’ troppo per pensare all’incidente o al caso.
Questa mattina si riparte col lavoro contro il fuoco, un lavoro che si annuncia pesante, e che, anche una volta spente le fiamme, dovrà proseguire ulteriormente a lungo, con un intervento di bonifica che dovrà sempre avvenire soprattutto dall’alto. Bonifica che è fondamentale: «Per fare un esempio – commenta il vicesindaco di Bagni Sebastiano Pacini – su un colle dove l’incendio sembrava ormai spento a un certo punto è ripartito il fuoco». Insomma, anche chiudendo gli occhi un attimo sull’aspetto più importante, quello della devastazione ambientale (e delle conseguenti conseguenze sull’assetto idrogeologico), quel gesto criminale si tradurrà anche in un costo economico enorme per l’intera collettività. —
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