Attenzione
Caso Valore, confermate in Appello le cinque assoluzioni
Quattro anni dopo la sentenza del giudice Silvia Mugnaini prosciolti funzionari pubblici, amministratori e professionisti
FIRENZE. Pietra tombale sull’inchiesta per corruzione in relazione a due interventi urbanistici (Parco S. Anna e stadio Porta Elisa) che nel 2011 fece tremare Lucca e coinvolse politici, dirigenti comunali, amministratori di società partecipate e professionisti. Era il 25 febbraio 2015 alle 18,30 quando la porta dell’aula dibattimentale dell’udienza preliminare si aprì e uscirono esultanti cinque dei sette indagati che avevano scelto il rito abbreviato. Tutti assolti dal gup Silvia Mugnaini. La storia si ripete quattro anni dopo. Stavolta in Corte d’Appello a Firenze dove la Seconda Sezione della Corte fiorentina respinge l’appello presentato dal Procuratore Generale e conferma in toto la sentenza di primo grado. Tutti assolti. L’architetto Giovanni Valentini, responsabile della Valore di Prato, difeso dall’avvocato Giulia Padovani; il dirigente comunale Maurizio Tani, assistito dal professor Enrico Marzaduri e dall’avvocato Carlo Di Bugno; l’ingegner Andrea Ferro, difeso dagli avvocati Stefano Dal Corso e Luigi Velani; l’ex vice presidente di Sistema Ambiente, Sauro Doroni, ex assessore Dc negli anni Ottanta-Novanta, assistito dall’avvocato Riccardo Carloni; il socio dello studio tecnico Chiari, Luca Antonio Ruggi, difeso da Maurizio Campo e infine, come società di capitali, la Valore spa rappresentata dal legale Francesco Marenghi. Dopo 8 anni la parola fine a questa odissea giudiziaria è stata pronunciata dai giudici di Corte d’Appello. Tre anni e mezzo d'indagine, decine di faldoni, migliaia di documenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, testimonianze varie non hanno portato a niente. Non c'è stata corruzione. O almeno nessuna prova decisiva per poter condannare gli indagati. Un capitolo che si chiude, ma che resterà, giocoforza, una ferita aperta per i protagonisti. Così come il giudice dell'udienza preliminare Silvia Mugnaini impiegò meno di due ore per emettere la sentenza anche i togati fiorentini non hanno dovuto discutere a lungo. Alla fine a pesare in maniera decisiva probabilmente hanno influito - e non poco - i due pronunciamenti formulati da altrettanti tribunali: quello del Riesame di Firenze e della quinta sezione della Corte di Cassazione. Per i giudici fiorentini e per quelli romani niente "cricca" nata per favorire le operazioni immobiliari di Valore spa, dietro pagamento di tangenti, sotto forma di incarichi professionali. Per due collegi manca l’elemento fondante: la "pistola fumante". Nessuna prova decisiva che potesse giustificare le misure cautelari che nel giugno 2011 furono chieste dal pm e concesse dal gip. . L.T.
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