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Ancora fiamme sui monti di Bagni di Lucca «Siamo sotto attacco da parte di criminali»
Ora, luogo e ripetitività degli episodi lasciano pochi dubbi, anche per il vicesindaco Pacini, sull’origine dolosa
«Questi sono dei criminali, Bagni sta subendo un attacco frontale. Questo è l’ennesimo incendio in pochi giorni, con i due casi a Benabbio, quello di Limano e quello di Lucchio»: il vicesindaco di Bagni di Lucca Sebastiano Pacini lascia poco spazio al dubbio sull’origine dell’ennesimo incendio che da sabato sera sta devastando le montagne che fanno da cornice al territorio nella frazione di Lugliano, in località La Calda. Certo, resta un margine (ma veramente risicato) di una causa non dolosa, ma tutto fa pensare alla presenza di uno squilibrato, di un criminale appunto, che trova gusto nel devastare il territorio distruggendone i polmoni verdi. Intanto lo fa pensare quell’aggettivo detto prima: “ennesimo”. Sì, perché ormai sono troppi e in troppo poco tempo gli episodi per poter trovare una giustificazione nella sola situazione climatica. Ma, nello specifico di quest’ultimo (e più grave) episodio, c’è un particolare che porta a escludere cause diverse da quella del “cretino con accendino”: le fiamme sono scoppiate sabato in serata, quando era già buio, in una zona isolata. Difficile quindi pensare, per ora e luogo, al classico rogo di sterpaglie.
E ancora, a decine di ore dall’inizio dell’incendio, non è possibile dire cosa resterà di quel gesto insensato. Questo perché le fiamme non sono ancora spente. Sin da sabato sera sono in azione le squadre dell’Unione dei Comuni della Mediavalle, del Coordinamento Volontario Toscano e dei vigili del fuoco, che si sono trovate a operare in una situazione a dir poco difficile, visto che le fiamme hanno interessato (e stanno interessando) una zona impervia, dove è difficile muoversi. L’unico aspetto positivo è che, proprio per questo, si tratta di una zona disabitata e dunque non vi sono case o altri edifici a rischio. A rischiare però sono le foreste, le pinete e i boschi di castagno, col fuoco che in pochi attimi distrugge quel che la natura ha impiegato secoli a costruire.
La particolare conformazione del territorio ha reso le operazioni da terra quasi impossibili, anche se un grosso aiuto al personale impegnato è arrivato dagli appassionati di moto. Là dove con i fuoristrada non era possibile arrivare ci hanno pensato gli enduristi a caricare attrezzature e operatori in sella per portarli il più vicino possibile al luogo dell’incendio. Ma è stata una lotta impari: il vento e la siccità hanno favorito il propagarsi del fuoco, con lo sviluppo di due fronti principali, che poi nel pomeriggio son diventati tre (più tutta una serie di focolai minori). L’unico modo per intervenire era dall’alto. Ma anche gli elicotteri, intervenuti in prima battuta sin dalla mattinata di ieri, hanno incontrato difficoltà, a causa della coltre di fumo che riduceva la visibilità.
A supporto, dalle 14 di ieri, sono intervenuti anche due Canadair, ma vista l’estensione del fuoco la speranza di riuscire a portare l’incendio sotto controllo entro la serata si è scontrata ben presto contro la realtà di un incendio troppo vasto per poter essere domato in tempi brevi. Il più grosso tra quelli che negli ultimi giorni hanno colpito il territorio di Bagni di Lucca. E con il sopraggiungere dell’oscurità, che rendeva impossibili le loro operazioni in sicurezza, aerei ed elicotteri sono dovuti rientrare alla base, pronti a entrare nuovamente in azione questa mattina .
Difficile fare un bilancio della devastazione. La prima stima, ma fatta nel pomeriggio di ieri, parla di un incendio di circa 50 ettari, ma si tratta di un conto che ha tutta una notte per continuare a crescere. —
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