Il Tirreno

Lucca

le mostre  

I fratelli Taviani e Kubrick protagonisti a Palazzo Ducale

P.T.

I registi toscani al centro  degli scatti fotografici  di Umberto Montiroli.  Nei dipinti di Andrea Gnocchi il grande cineasta americano

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LUCCA. Due le mostre organizzate nell’ambito del Lucca Film Festival e allestite a Palazzo Ducale.

La prima, aperta da ieri e fino al 23 aprile, è dedicata ai registi toscani Paolo e Vittorio Taviani, a un anno dalla morte di Vittorio. La seconda, in programma dal 6 al 23 aprile, curata da Riccardo Ferrucci, si incentra su Stanley Kubrick, il cineasta americano scomparso nel 1999.

L’omaggio ai Taviani si intitola “Un viaggio da San Miniato ad Hollywood” ed è composto da sessanta scatti di Umberto Montiroli, storico fotografo di scena dei due registi a partire dal 1977, che è riuscito ad immortalare i momenti centrali e più significativi della loro creazione poetica, realizzando una storia nella storia. Due i percorsi: “Sacri silenzi”, con l’accompagnamento di un documentario che racconta, attraverso testimonianze inedite, l’avventura unica del cinema dei Taviani, autori di capolavori come “La notte di San Lorenzo” e “Padre padrone”, entrambi premiati al Festival di Cannes; e “Cesare deve morire”, dedicato all’omonima pellicola con cui i cineasti toscani vinsero l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2012. Il 13 aprile, inoltre, sarà proiettata la versione restaurata (da Cineteca nazionale e Istituto Luce-Cinecità) del film “Good Morning Babilonia”, girato dai Taviani nel 1987, che ricostruisce negli ex studi cinematografici di Tirrenia la Hollywood di “Intolerance”, celebre kolossal di David W. Griffith. Alla proiezione interverrà Paolo Taviani che riceverà anche un premio.

Nella mostra “Kubrick. Tra cinema e pittura” sono i dipinti dell’artista lombardo Andrea Gnocchi a raccontare uno dei più importanti registi di sempre. Un connubio caro, peraltro, al cineasta statunitense che nei suoi film prese ispirazione dalla storia dell’arte di ogni secolo. È nota, poi, la sua cura ossessiva per i particolari dell’immagine, per la prospettiva e l’illuminazione, per la posizione degli interpreti e degli oggetti in scena, per la simmetria. Tanto che ogni suo film è studiabile, in ciascun fotogramma, come album di inquadrature.

Entrambe le esposizioni sono a ingresso gratuito; orari 11-13, 16-19 (chiusura il lunedì). —

P.T.
 

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di Redazione web