Sicurezza
Furto alla Misericordia indagati due lucchesi
Sono un antiquario e un artigiano: la segnalazione è giunta da Pistoia Brunini: «Ci costituiremo parte civile». Restituiti gli oggetti sacri rubati
Sono tornati nel convento di San Francesco a Borgo a Mozzano, sede della Misericordia, le reliquie e gli altri oggetti sacri che da qui erano stati trafugati un anno fa, tra il 16 aprile e il 22 maggio 2018. Sono stati restituiti al governatore della confraternita, Gabriele Brunini, dai carabinieri del comando tutela del patrimonio culturale di Firenze guidati dal maggiore Lanfranco Disibio, direttamente a Palazzo Pitti, sede del comando. Un antiquario titolare di una bottega e un artigiano della provincia di Lucca sono indagati per ricettazione.
La Misericordia del Borgo, annuncia Brunini, «si costituirà parte civile. Auspico che siano definitivamente chiarite le responsabilità delle persone coinvolte perché, al di là del valore venale degli oggetti, non è accettabile che delle persone abbiano approfittato della disponibilità della Misericordia e si siano introdotte nel centro anziani all’interno del convento, luoghi non aperti al pubblico, per rubare oggetti di particolare valore storico, culturale e di fede. Vogliamo che le responsabilità siano oppurtunamente sanzionate. Al momento non è tutto chiaro circa il ruolo svolto dalle due persone identificate e indagate dalla procura della Repubblica di Lucca».
Per la Misericordia e tutti i confratelli, per i 47 anziani ospiti della casa di riposo nel convento dei frati minori di San Francesco donato alla Misericordia nel 2006, per la comunità tutta, fu un colpo al cuore un anno fa la sparizione delle reliquie e degli altri oggetti sacri. Fu lo stesso Brunini ad accorgersi che quei pezzi unici «per noi molto importanti», mancavano dal loro alloggio. Subito fu depositata dalla Misericordia la denuncia del furto subito. E la notizia fu riportata dalle fonti giornalistiche locali; giorni dopo comparve anche su testate parrocchiali.
Qualche settimana dopo il furto, secondo la ricostruzione fornita oggi, i carabinieri del comando di tutela del patrimonio culturale di Firenze vennero contattati da un antiquario pistoiese al quale erano stati proposti per l’acquisto alcuni oggetti sacri. Nel vederli però, lui aveva subito realizzato: erano gli stessi che aveva visto ritratti nella foto a corredo di un articolo su un giornale parrocchiale in cui si parlava del furto subito dalla Misericordia del Borgo. Grazie all’antiquario pistoiese le indagini ebbero impulso e, in più fasi, portarono ai due soggetti, l’antiquario in particolare: non un venditore occasionale ma un commerciante con l’attività stabile.
Oggi, alla gioia per la riconsegna dei preziosi oggetti (circa 10.000 euro il valore venale) al legittimo proprietario, si mescola ancora amarezza. «Dagli oggetti ritrovati mancano coroncine di argento fabbricate da un argentiere lucchese che venivano messe sui quadri dei santi nel convento - spiega Brunini -. Anni fa, per scrivere un libro sul convento, avevo fatto l’inventario di tutto ciò che conteneva: se non fosse esistita quella lista sarebbe stato impossibile rintracciare e riconoscere gli oggetti rubati». Brunini tiene a ringraziare «il comandante del nucleo tutela del patrimonio culturale, il comandante della compagnia di Castelnuovo Garfagnana e la stazione carabinieri di Borgo a Mozzano che hanno costantemente seguito l’evolversi della spiacevole vicenda». —
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