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Lucca

«Sui diritti non si torna indietro» Il messaggio di piazza San Frediano

Federica Scintu
«Sui diritti non si torna indietro» Il messaggio di piazza San Frediano

Un centinaio di persone ieri hanno partecipato al presidio per chiedere cura per tutte le famiglie, nessuna esclusa

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LUCCA. Ore 17. I cartelli appesi all’ingresso di piazza San Frediano: «Sui diritti non si torna indietro». Ancora. «L’omosessualità non si cura, l’omofobia è la vera malattia». L’amplificatore è acceso. Inizia il presidio per chiedere uguaglianza e libertà per tutte le donne e tutti gli uomini ma anche cura per le famiglie. Nessuna esclusa.

Il Fillungo è un via vai di gente: qualcuno si ferma, incuriosito. A due passi il nuovo murale di Random Guy, street artist lucchese, “introduce” il presidio mostrando il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana in versione “Famiglia Arcobaleno” con in braccio un bambino di colore.

Uno dopo l’altro si susseguono gli interventi dei rappresentanti delle quindici associazioni cittadine che ieri sera hanno voluto esprimere il loro dissenso rispetto ai contenuti del tredicesimo Congresso mondiale sulla Famiglia in corso a Verona. «Chiediamo uno stop deciso e unanime nei confronti di chi, con gesti e parole, alimenta odio, discriminazioni, esclusione ed emarginazione», il grido condiviso dagli applausi di un centinaio di persone convinte che la battaglia per i diritti sia fondamentale e imprescindibile. A rompere il ghiaccio è Romina Incorvaia, presidente dell’associazione LuccAut. È proprio da LuccAut che è nata l’idea di organizzare questo presidio; idea che è piaciuta e che è stata sottoscritta da un numero importante di altre associazioni: Agedo Toscana Livorno, Amnesty Lucca gruppo 201, Anpi Lucca, Arci Lucca Versilia, Associazione toscana volontari della libertà Lucca, Bisessuali in Toscana, Centro Antiviolenza Luna, Cgil Lucca, Associazione Giorgio Tazioli, Communitas Asdc, Compartecipo insieme, Coop Solidando Equinozio, La Città delle Donne, Libera contro le mafie - presidio di Lucca, Maschile plurale Lucca, Non una di meno Lucca, Osservatorio per la pace Capannori, Pinkriot Arcigay Pisa, Unione sindacale di base Lucca. «A Verona si stanno ritrovando i movimenti più retrogradi e reazionari del pianeta – ha ricordato Romina Incorvaia, da tre anni alla guida di LuccAut - un appuntamento che, per i contenuti annunciati e i relatori previsti, rappresenta un attacco frontale a quei principi di libertà e uguaglianza, che con fatica abbiamo conquistato in anni di percorsi di emancipazione, e per i quali continuiamo ogni giorno a lottare». Tra gli interventi anche quello di Daniela Grossi, presidentessa dell’associazione Città delle Donne ma anche di Rosalba Ciucci, presidentessa dell’Anpi di Lucca e di tanti altri rappresentanti delle associazioni cittadine. Anche don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia Antelminelli, ha voluto inviare il suo messaggio: «Il mondo è bello perché è rappresentato e arricchito da tutti i colori della terra». «Non ho mai percepito Lucca come una città chiusa - spiega al termine del presidio Incorvaia - mi sono trasferita 13 anni fa dalla Sicilia e dall’anno scorso la mia compagna è diventata mia moglie. Non sono mai stata discriminata per la mia omosessualità, per me essere omosessuale è naturale. Lo dico, lo spiego, non lo nascondo e questo aiuta ad abbassare la paura del diverso». —

Federica Scintu

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