Sicurezza
Quasi un intero paese vittima dell’acquisto dei diamanti
Il caso Piazza al serchio segnalato da Adoc
PIAZZA AL SERCHIO. Praticamente un intero paese è rimasto vittima della truffa dei diamanti. È successo a Piazza al Serchio, dove in molti tra i circa 2.200 abitanti hanno detto sì alla proposta di investire in diamanti, salvo poi scoprire che oggi potrebbero aver perso oltre il 70% dei loro risparmi. A segnalare e a seguire la vicenda è l’associazione dei consumatori Adoc Alta Toscana: «La sensazione più diffusa è quella di essere stati traditi proprio dalla banca con cui, negli anni, si era stretto un rapporto fiduciario. Non sono arrabbiati quanto mortificati – dicono Mauro Bartolini, presidente Adoc Alta Toscana, e Valentina Sparavelli, referente dell’associazione – sono tante persone, diverse decine, che si sono tutte rivolte alla solita filiale di Piazza al Serchio. Ci sono anche diverse posizioni critiche con 90enni e clienti con evidenti disabilità rimasti truffati».
Una vicenda, sostiene l’Adoc, resa ancor più complicata dal fatto che la banca a cui fa riferimento la filiale di Piazza al Serchio «è l’unica che ancora non ha chiuso le vertenze e non ha avviato una procedura di risarcimento. Si parla di cifre abbastanza importanti rispetto al risparmio di ciascuna famiglia, risparmi che le persone pensavano di mettere al riparo acquistando un bene tangibile. Così fra il 2012 e il 2016 hanno acquistato diamanti che hanno via via perso il loro valore: oggi valgono circa il 30% dell’investimento. Significa che le famiglie hanno perso oltre il 70% dei risparmi investiti. A ogni modo l’istanza di restituzione non sconta nessun termine e c’è sempre tempo per farla. Ma il vero problema è un altro: la banca dovrebbe risarcire la differenza di valore, la perdita insomma, ai correntisti, senza contare poi tutta la serie di danni collaterali come quello morale, visto che una banca è un luogo di sicurezza e fiducia per le famiglie. Figuriamoci in un piccolo paese dove alla fine non solo crea danni ma una sorta di vergogna popolare». L’Adoc seguirà da vicino la vicenda cercando di far recuperare ai cittadini tutti i soldi investiti e gli eventuali danni morali subiti: «Le trattative sono in corso. L’ultima spiaggia è quella della causa civile che sarebbe da evitare, per le banche e i consumatori, non gioverebbe a nessuno». Da qui l’invito a chi fosse rimasto coinvolto a rivolgersi agli uffici di via Barsanti e Matteucci a Lucca (0583 1808888) o di Castelnuovo (0583 1808800). —
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