La manifestazione
«La mafia è un’erba che infesta tutto»
Le parole di Giuseppe Costanza, autista di Falcone a tu per tu con gli alunni dell’istituto comprensivo Lucca 3
lucca. «La mafia è la peggiore erbaccia che si può avere in un terreno. Un’erba che infesta». Gli alunni dell’istituo comprensivo Lucca 3 hanno chiesto cos’è la mafia a Giuseppe Costanza, autista di Giovanni Falcone. E così Ccostanza ha risposto.
È stata una mattinata emozionante, quella di ieri all’oratorio di Sant’Anna, a cui hanno partecipato in tutto circa duecento alunni delle classi quinte e terza media. Costanza è stato l’autista del magistrato dal 1984 fino all’attentato in cui Falcone, la moglie e gli uomini della scorta persero la vita.
L’incontro è stato introdotto dalla dirigente Elisabetta Giannelli. «Costanza trasforma l’esperienza che ha vissuto in un’opportunità di capire cosa significano i termini legalità e cittadinanza. La scuola ha un grande compito: trasmettere la cultura della legalità», ha detto la dirigente. L’assessora Ilaria Vietina ha aggiunto che «Costanza ci racconta una storia di vittime che diventano protagonisti, trasformando l’esperienza del dolore in esperienza di impegno».
Costanza, autore del libro “Stato di abbandono” ha raccontato del suo primo incontro con Falcone. Nel 1984, in servizio al ministero della Giustizia gli fu assegnato il compito di ricevere il pubblico. Ogni giorno, notava un uomo che gli passava davanti e lo osservava. Dopo poco fu convocato nel suo ufficio: era Falcone. Dopo un colloquio, lo assunse come autista. Si instaurò tra loro un rapporto di fiducia reciproca, al punto che Falcone comunicava direttamente a Costanza le proprie necessità di movimento. Costanza ha descritto tanti piccoli episodi, dipingendo Falcone «da un lato magistrato con la corazza, perché era rigoroso, dall’altro uomo».
Sui responsabili della strage del 23 maggio, ha affermato che gli arrestati erano pura manovalanza. «La vera mafia sono i colletti bianchi che, seduti in poltrona, organizzano e commissionano - ha detto -. La vera mafia non è quella che ti spara, ma quella che ti emargina e ti lascia da solo». Sempre rispondendo agli alunni, Costanza ha spiegato che «Falcone era nato e e cresciuto in un quartieraccio di Palermo: La Cassa. I coetanei con cui aveva convissuto erano diventati tutti delinquenti. Questo gli dava un vantaggio nel suo lavoro: lui capiva il linguaggio e i modi dei malavitosi e i malavitosi, quando venivano interrogati, lo rispettavano». Cosa possono fare i bambini per contrastare la mafia?, gli è stato chiesto. «Non giratevi dall’altra parte di fronte a atti di bullismo. Dicendo agli insegnanti ciò che accade salvate tutti: anche il bullo. Far finta di non vedere è un atto mafioso». —
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